Umberto Smaila è stato intervistato dal Corriere dove ha raccontato alcuni aneddoti relativi al suo passato, ecco un estratto:

Quando ha conosciuto Jerry Calà?
«A Verona lo incrociavo in Via Mazzini che faceva su è giù per la mitica “vasca”. Lui aveva il suo clan, io il mio. Lui suonava nei Pick Up, il gruppo più giovane d’Italia: in tre non facevano trent’anni. Io nei Killjoys, I ragazzi dai capelli d’argento, con gli amici di Borgo Venezia».

Come prendeste lei, Nini e Franco, la svolta solista di Jerry?
«Piuttosto male. Non ci sentimmo per un po’. Poi facemmo pace. La stessa cosa capitò a me quando mi chiesero di fare programmi televisivi da solo. Chi è senza peccato, scagli la prima pietra».

Con lei hanno cantato un po’ tutti, anche Mike Tyson.
«Non era male come cantante. Credo però avesse mangiato spaghetti alle vongole con mezzo chilo di aglio quella sera. Una roba da svenire. Quando gli feci cantare “My way” son rimasto vivo per miracolo. Il suo staff mi aveva proibito di avvicinarmi; io me ne fregai e gli volli dedicare “My way”, la sua canzone, per uno come lui che nella vita ha sempre fatto a modo suo. Sotto quella spinta emotiva si mise a cantare. Alito a parte, fu molto divertente. Un ragazzo molto gentile»

FONTE CORRIERE