Chiunque sia nato negli anni Ottanta e Novanta saprà di cosa stiamo parlando e in quel chiunque includo anche i maschietti! Il giornalino settimanale Cioè è stato uno dei tanti simboli di quella generazione e oggi lo ricordiamo con tanta nostalgia.

Pubblicato in Italia dal 7 ottobre 1980, Cioè è attualmente edito dalla Edizioni Panini e diretto da Marco Iafrate. La rivista è rivolta ad un pubblico adolescenziale e preadolescenziale principalmente di sesso femminile, e tratta temi legati alla moda, alla musica, al cinema, alla cronaca rosa, all’amore e alla sessualità.

Particolarmente caratteristica la presenza di poster di considerevoli dimensioni piegati su sé stessi affinché rientrino nel formato tascabile della rivista. Inoltre, solitamente, la rivista esce in allegato con gadget di vario tipo, ma principalmente cosmetici, accessori di abbigliamento e bigiotteria. Fu il primo settimanale in Italia a veicolare un gadget, per la precisione una gommina per cancellare a forma di cuore. Per diversi anni la rivista pubblicò anche molti fotoromanzi, prodotti dal “maestro” Umberto Mazzarini.




Il primo direttore fu il giornalista Paolo Cavallina, mentre l’editore fondatore fu Fabio Piscopo, che la pubblicò con la sua casa editrice, le Edizioni Cioè (le cui testate per giovani sono state comprate da Panini spa nel 2009). Fra i primi collaboratori della rivista si possono citare Anna Pettinelli, Dario Salvatori, Nicola Sisto, Enrico Sisti, lo stesso Marco Iafrate e Maurizio Costanzo, con una rubrica di commento alle storie dei fotoromanzi.

Cioè raggiunse livelli di vendita eccezionali toccando anche le 280.000 copie. È stato un mito degli anni Ottanta e Novanta. Celebri le sue copertine e sopratutto i suoi gadget che venivano scambiati a scuola in tutte le classe.

Ecco una lista di copertine più famose:


 




 

 

Dato l’enorme successo che ebbe il giornalino, il marchio Cioè è stato declinato anche nelle testate di altre riviste per giovanissimi: Cioè Girl, Cioè Test, Cioè Max e Cioè Story.

Oggi ci troviamo a vivere in un’epoca molto diversa, dove certe abitudini sono completamente scomparse. Noi però non dimenticheremo l’attesa del giorno d’uscita, quando accompagnati dai nonni, zii, fratelli, sorelle o genitori ci recavamo dal giornalaio e non vedevamo l’ora di scoprire la nuova copertina. Bei tempi!