Donatella Rettore ha rilasciato un’intervista al quotidiano Libero. In un momento in cui nel mondo sembra si muoia solo di Covid-19, la cantante sta combattendo la sua personale battaglia contro un tumore al seno.

A “Libero” la cantante ha raccontato il suo il suo malessere nello scoprire un nuovo tumore. Le visite, il primo intervento e poi il responso, negativo, di quelli che mettono paura e la seconda operazione d’urgenza. A 66 anni la cantautrice di Castelfranco Veneto però non si da per vinta, è positiva e non pensa alla morte come opzione:

 

Non morirò, almeno non ora”.

 

Il suo è un dramma nel dramma. Donatella Rettore era in ospedale quando è scoppiata la pandemia e la paura di contrarre il virus in un momento in cui il suo fisico era molto debilitato le ha attraversato la mente:

In ospedale ho avuto paura di prendere il virus, sì. Io ero in oncologia, che ovviamente era separata dalla virologia. Ma non si sa mai. “Qui non c’è il virus, vero?”, chiedevo ai medici. Volevo fare il tampone, ma non ce n’erano, mancava il reagente“.

A tal proposito la stessa ha ammesso di essersi ammalata anche di  Sars, nel 2009:

Sembro abbonata. In giro c’erano solo quattro casi, all’epoca vivevo a Roma. Sono talassemica, non ho gli anticorpi. Ho l’anemia mediterranea. Mi auguro che Burioni annunci: “Io ho il vaccino”. Voglio vedere adesso che dicono i no-vax“.

Donatella Rettore ha confessato di aver ricevuto l’affetto e la solidarietà di molte persone, sconosciuti ma anche volti famosi, come Mara Venier, Simona Ventura e Giusi Ferreri. Mentre i suoi colleghi scrivono canzoni sul virus (ma lei vorrebbe cantare di leggerezza e allegria, ndr), Rettore pensa ai concerti che ha dovuto posticipare:

Avevo 15 date fissate, una scaletta fantastica, con i miei musicisti giovani e scatenati. Vediamo…“.

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