Un Cult di Abatantuono e dei suoi personaggi che ha fatto la storia del cinema comico milanese anni 80. Stiamo parlando di “Attila Flagello di Dio”. Appartenente al cosiddetto filone trash del cinema degli anni 1980, il film fu stroncato dalla critica ma negli anni successivi si sarebbe rivelato molto amato dal pubblico, al punto da diventare oggetto di interesse da parte di collezionisti e appassionati del genere e di essere poi commercializzato anche nel mercato home video in formato DVD e Blu-Ray. Ecco alcune curiosità:




– La colonna sonora del film è composta pensate da Franco Mussida e Franz Di Cioccio della PFM (che interpreta Giallo), che si avvalgono della collaborazione di Alberto Fortis nel brano “La maga” e di Rossana Casale nel brano Canto della sirena;

– Probabilmente tutti si ricordano che Rita Rusic, l’ex moglie di Vittorio Cecchi Gori, fa parte del cast di Attila, quello che però forse non tutti sanno è che quando uscì il vhs del film, esso era praticamente introvabile, perchè pare fosse stato ritirato dal mercato dallo stesso Cecchi Gori, che non apprezzava particolarmente le scene sexy della moglie;




– Sebbene Attila ci racconti di come i barbari, più di 2000 anni fa, popolassero quella che noi oggi chiamiamo Segrate, la maggior parte delle scene , anche quelle più bucoliche e rurali, sono state girate a Roma e dintorni.

– La scena dell’incontro di Attila e i suoi con Renolto è la parodia del famoso spot della Renault 18, firmato nientemeno che da Sergio Leone.

– Uno dei caratteristi di questo cult, Tiberio Murgia, che interpreta un pastore, è uno dei caratteristi più prolifici di tutta la storia del cinema Italiano, avendo all’attivo presenze in più di 100 film, da “I Soliti Ignoti” di Mario Monnicelli fino ad un lungo sodalizio con Adriano Celentano.




– Il famosissimo accento “terrunciello” che ha reso famoso Diego Abatantuono, non è una sua creazione, bensì di un suo collega del mitico “Gruppo Repellente”, il gruppo di cabarettisti milanesi capitanati da Enzo Jannacci e formato da Boldi, Faletti, Mauro Di Francesco, Cochi e Renato e, appunto, da Giorgio Porcaro, sicuramente meno famoso di Abatantuono e purtroppo scomparso prematuramente, ma che ha creato uno dei simboli più caratteristici di tutti gli anni ’80.

– L’attore che intepreta “Frenisio il somaro”, Armando Celso, potete riconoscerlo anche nel mitico “il ragazzo di campagna”, nell’unica, memorabile, immensa scena del treno, sedutoproprio al fianco di Renato Pozzetto.

(Fonte: http://cinepanettoni.it)