Nel 1986 usciva in edicola il primo numero di Dylan Dog, edito da Bonelli, il papà di Tex. Ma diversamente dal ranger senza macchia a senza paura, Dylan Dog era stato concepito in uno scenario da horror, alle prese con zombi e vampiri ma soprattutto con nevrosi e umanissime paure che nel 1986 nessuno si sarebbe sognato di introdurre nell’identikit di un supereroe. Una rivoluzione. 

E invece fu proprio questo il tocco di genio dello scrittore Tiziano Sclavi: collocare l’investigatore dell’incubo un gradino sotto il superumano, lo aiutò a stabilire nel tempo un filo di immedesimazione con i lettori assai robusto. Col risultato che nel giro di pochi anni l’antieroe Dylan Dog sarebbe diventato un’icona pop della cultura italiana, scalzando parecchi fumetti dalle edicole e ispirando molto horror a venire ancora oggi. Trent’anni dopo ci piace ricordarlo attraverso 7 curiosità.





Successo ritardato 

Strano, ma vero, appena uscito Dylan Dog vendeva poco. Il primo numero si attestò sulle 30/40 mila copie (contro le 200 mila di Zagor). Niente boom insomma, ma un successo costruito storia dopo storia fino a raggiungere la tiratura mostre di un milione di copie negli anni 90. 

Citazioni 
È ricco di citazioni letterarie e cinematografiche. Cosa assai rara per un fumetto (ai tempi). Il nome Dylan gli viene dal poeta Dylan Thomas, Groucho il suo assistente è una copia spiccicata del comico Groucho Marx. E seguendo questa linea, il paterno ispettore Bloch non può che essere un omaggio a Robert Bloch, autore di libri horror, fantasy e gialli. 

Non solo Poe 
Prevedibile che Sclavi fosse un ammiratore di Edgar Allan Poe (che leggeva dall’età di 5 anni, ndr). Ma in Dylan Dog si trovano tracce anche di un altro mito dell’autore: Woody Allen. Horror e comicità sono infatti gli ingredienti principali del fumetto e (forse) il motivo del suo successo. 




Dylan Everett 
La somiglianza con l’attore inglese Rupert Everett non è casuale: fu Sclavi a proporla ai due disegnatori di  Dylan Dog, Claudio Villa e Angelo Stano. 

Dylan Sclavi 
Ma in realtà – a detta degli amici – Dylan Dog era una proiezione dello stesso Sclavi, che oltre e vestire per un periodo come Dylan Dog, regalerà al personaggio anche le sue sue fobie, l’ipocondria e il terrore del volo. 

Il segreto 
Intervistato da Antonio D’Orrico per il Corriere, sul segreto delle sue sceneggiature, Sclavi ha ammesso: «Ho una sola regola. Alla fine di ogni tavola ci deve essere un colpo di scena che costringe il lettore a girare la pagina».

Collezionismo 
Avete in casa il numero 1 di Dylan Dog? Su eBay le quotazioni per un albo in buona stato di conservazione si aggirano attorno ai 250 euro (euro più, euro meno). Ma siete proprio sicuri di volerlo vendere?