Negli ultimi anni abbiamo avuto bellissimi film di produzione Italiana. Siamo usciti dalla commedia standard per riscoprire un po’ il cinema di genere o comunque strutturato con una certa originalità. Perfetti Sconosciuti, Mine, Lo Chiamavano Jeeg Robot etc.
I Peggiori, di Vincenzo Alfieri, ha fatto richiesta per entrare nel giro; ha i requisiti per essere ammesso?


Ci troviamo davanti ad una coppia di fratelli che, per problemi economici e per non perdere l’affidamento della sorellina piccola, decidono di purgare su commissione (e quindi dietro un compenso) chi ha commesso scorrettezze ed è rimasto impunito, umiliandoli tramite dei video. Si ritroveranno così coinvolti in un giro più grande di loro contro che li costringerà ad agire per un senso di giustizia. Detto così sembra tutto molto epico e romantico, peccato che il film non lo sia. Ogni comparto cerca di essere fumettistico: costumi, scenografia, messa in scena e per carità, il lato tecnico è molto curato e riesce a trasmettere delle sfumature anticonvenzionali ma non ha un tappeto sotto che regge tutto, ovvero una sceneggiatura di pari livello. Il film è lento a partire, e quando parte non coinvolge. Vincenzo Alfieri si ritaglia anche il ruolo di protagonista, essendo uno dei due fratelli, e come attore è il più convincente, forse perché papà dell’opera; a differenza di Lino Guanciale (l’altro fratello) che dovrebbe far ridere ma è troppo, troppo, troppo sopra le righe. Faccette buffe fuori luogo, battute forzate, modi di esprimersi già sentiti da Verdone e da Sordi. A tratti fastidioso. Chicca nel reparto cast: c’è Biagio Izzo che fa il commissario, quindi un ruolo serio: gli riesce molto bene, è stato bravo a togliere tutto invece di cercare di essere convincente con l’espressioni. Tornando al film, i mezzi c’erano tutti, ma la sceneggiatura è troppo macro e poco micro: Molte forzature, e pochi momenti davvero coinvolgenti. Si sorride ma non si ride (tranne che per il personaggio della Cinese, per lei l’andare sopra le righe ha funzionato). I Peggiori quindi non è un brutto film, comunque è leggero e si fa vedere abbastanza bene, ma non lasciatevi ingannare: riallacciandosi al discorso iniziale, si traveste da Jeeg Robot versione Napoli con i colori del folle Smetto Quando Voglio ma è soltanto una copertura per illudere gli occhi e la testa di chi ha voglia di vedere film nostrani di una certa fattura. Alla fine quindi è un’altra stupida commedia Italiana. (Semi – cit)