Io speriamo che me la cavo è un film del 1992 diretto da Lina Wertmüller e interpretato da Paolo Villaggio. Il film è tratto dall’omonimo libro di Marcello D’Orta e compie 30 anni oggi, uscì in sala il 9 ottobre del 1992.

TRAMA

Il professore ligure Marco Tullio Sperelli viene trasferito per errore in una scuola elementare nel napoletano. Dovrà affrontare disorganizzazione, genitori assenti e bambini abbandonati a loro stessi. Dapprima intenzionato a farsi ritrasferire, deciderà poi di rimanere. È questa la storia di “Io speriamo che me la cavo”, uno dei migliori film di Lina Wertmüller, interpretato da Paolo Villaggio e tratto dall’omonimo best seller di Marcello D’Orta, scrittore e insegnante di scuola elementare, una raccolta di sessanta temi scritti da ragazzi di una scuola elementare di Arzano, in provincia di Napoli, che ha venduto più di un milione di copie e che racconta con candore, ma anche con umorismo, fenomeni complessi come la camorra, il contrabbando, la prostituzione, gravidanze inaspettate, viste dal punto di vista innocente dei bambini. Pur essendo ambientato in Campania, il film è stato girato principalmente in Puglia, in particolare a Taranto.

ELISABETTA VILLAGGIO: “UN GIORNO VENNERO TUTTI A TROVARE PAPÀ”

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Elisabetta Villaggio che ci ha raccontato degli aneddoti sul film:

“Ricordo una volta finite le riprese vennero tutti i bambini a Roma, accompagnati dai genitori, per pranzare con papà. Erano tutti affettuosi con lui, giocavano insieme, gli salivano in braccio… C’era proprio un bel rapporto tra tutti loro. Mi ricordo al funerale di papà venne Ciro Esposito, l’ho riconosciuto e mi sono commossa.”

 

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