Milena Vukotic ha concesso un’intervista al Corriere della Sera dove ha ripercorso la sua carriera ed ha svelato anche i suoi progetti futuri. Ecco un estratto:

Villaggio, invece?

«Lavorare con lui era pura energia, costante arricchimento. Un uomo molto intelligente, misterioso, di straordinaria visione. È riuscito a disegnare un contorno ai suoi personaggi così forte che è rimasto segno indelebile nella memoria di tutti».

Come il suo: la Signora Pina, gioia o zavorra?

«Mi ha messa sui binari, e mi sono divertita a correre su quel treno. Ho giocato, ancora una volta, mi sono divertita. Gli devo senz’altro molto. Poi certo, altri ruoli mi hanno portata in direzioni diverse che non le nego di aver cercato, per spostare un po’ la concentrazione su quel personaggio. Pina la ricordo con simpatia e affetto. Ma sono andata anche oltre».

Fino a ruoli molto drammatici, come quello di Helga Schneider.

«Pagine di dolore e rinascita incredibili. Helga fu abbandonata quando era una bambina, negli anni 40 da una madre che considerava i figli d’intralcio alla carriera di ausiliaria delle SS. Ha vissuto e visto storie di indicibile sofferenza, fino all’incontro con la madre ormai anziana per nulla pentita delle sue scelte. E questo grazie a Lina Wertmüller, che mi ha coinvolta nel raccontare la sua storia a teatro in Lasciami andare madre. Oltre all’avventura di Gianburrasca, dai toni opposti, colorati e leggeri, coi costumi di Tosi, le musiche di Rota. Ce ne fossero di progetti così».

C’è un regista che manca all’appello e invece vorrebbe la chiamasse?

«Più di uno: Moretti, Amelio. Tanto c’è tempo, no?».

FONTE CORRIERE