Il film

Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio uscì nel 1983 diretto da Sergio Martino. Il film è diviso in due episodi, Il pelo della disgrazia e Il mago, incentrati entrambi sul tema dell’occulto. I protagonisti dei due episodi sono rispettivamente Lino Banfi e Johnny Dorelli.

Trama

Altomare Secca è proprietario di un negozio di elettrodomestici e ha una serie di problemi, sia familiari sia lavorativi. Si sente solo, dato che la moglie Giovanna non ha occhi che per le telenovelas e la figlia Mariella pensa solamente al suo fidanzato Carluccio, che Altomare odia profondamente. Un giorno arriva Corinto Marchialla. Altomare, che è molto superstizioso, subisce una serie di avvenimenti sfortunati e arriva alla conclusione che Marchialla è la fonte di tutte le sue disgrazie. La moglie Giovanna gli consiglia di rivolgersi ad un mago, il Re dell’occulto, il quale gli svela il modo per neutralizzare la iella: estirpare al vicino un “pelo irto e setoso”, che è la causa della malasorte. Altomare allora invita a cena i suoi vicini mettendo del sonnifero nel vino e così Marchialla si addormenta mentre Carluccio mette nella bevanda della moglie Ludovica uno stimolante. Altomare accompagna Marchialla nel suo appartamento fingendo di volerlo mettere a dormire, ma Ludovica Marchialla lo disturba perché ha un interesse su di lui che costringe Altomare a tentare di allontanarla in ogni modo.

La battuta improvvisata

Una delle scene più note è quando Lino Banfi litiga con il ragazzo di sua figlia interpretato da Gegia con la celebre battuta “rottura di pelle”, questa citazione fu completamente improvvisata, o meglio presa da un fatto vero e riportata nel copione, da Lino Banfi come lui stesso ha raccontato in una masterclass tenuta nel 2021. 

«In molti film capitava che il 70 per cento del film lo improvvisavo, ricordo un film con Tullio Solenghi, La moglie in vacanza… l’amante in città dove lui interpretava mio cugino, capitò che dissi: “Io quello non lo posso vedere, e lui mi rispose, “Una cosa epidermica…?”, e io “no no rottura di pelle”, e dissi a me stesso che era bella e dovevo tenermela per un altro film»

La battuta fu utilizzata proprio in “Occhio Malocchio Prezzemolo e Finocchio“.