Richard Pryor è stato l’attore di colore che ha avuto un grande successo come spalla di Gene Wilder e che al tempo stesso ha influenzato anche comici come Eddie Murphy, Robin Williams, David Letterman e Arsenio Hall.


Tra i suoi film di maggior successo figurano “Wagons lits con omicidi” (1976), “Non guardarmi, non ti sento” (1989), dove interpretava il ruolo del cieco, “Non dirmelo, non ci credo” (1991), “Chi più spende, più guadagna” (1985), “Il tempo dei cani pazzi” (1996). 

Come cabarettista era celebre per il suo modo diretto e senza compromessi di trattare tematiche scottanti quali discriminazione e razzismo, ricorrendo ad un linguaggio talvolta scurrile per illustrare il suo punto di vista.

Viene ampiamente riconosciuto come uno dei più importanti ed influenti comici di sempre: Jerry Seinfeld lo definì “il Picasso della comicità” mentre Bob Newhart lo indicò come “il comico più influente degli ultimi cinquant’anni”; Bill Cosby affermò che “aveva reso la linea di confine tra commedia e tragedia così sottile da renderla indistinguibile

LA VITA SPERICOLATA

«La vita mi ha dato il bene e il male: in poche parole mi ha dato tutto»

Pryor, nato e cresciuto in un bordello gestito dalla madre a Peoria, Illinois, per anni ha combattuto contro droghe ed alcol. Nel novembre 1977, dopo svariati anni trascorsi a fumare e bere in maniera smodata, Pryor ebbe un infarto. Si riprese velocemente e proseguì la sua carriera a partire dal gennaio successivo. Nella tarda serata del 9 giugno 1980, durante la lavorazione del film Libertà poco vigilata, dopo alcuni giorni passati ad assumere cocaina, Pryor si cosparse il corpo di rum e si dette fuoco. Nudo e in fiamme, corse per Parthenia Street fuori dalla sua villa di Los Angeles, fino a quando non fu fermato ed arrestato dalla polizia. Venne trasportato in ospedale con ustioni di secondo e terzo grado su circa metà del corpo. Pryor trascorse 6 settimane ricoverato nel reparto grandi ustionati dello Sherman Oaks Hospital. La figlia, Rain, affermò che l’incidente accadde a causa di psicosi indotte dalla droga; successivamente, però, nel corso di un’intervista, Pryor disse: «Cercai di suicidarmi. Prossima domanda?».

Pryor ebbe cinque mogli, ma i matrimoni diventarono sette, poiché sposò due volte sia Jennifer Lee che Flynn Belaine. Padre di sei figli, al di fuori del matrimonio, ebbe delle relazioni sentimentali con le attrici Pam Grier e Margot Kidder. Pryor era un massone appartenente alla loggia di Peoria.

 

I MIGLIORI FILM

Tra i molti film che ha girato l’attore afroamericano ne scegliamo 3 che ci piace ricordare con piacere. 

CHI PIÙ SPENDE PIÙ GUADAGNA CON JOHN CANDY

La storia è tratta da Brewster’s Millions, il romanzo di George Barr McCutcheon che è stato adattato per lo schermo in varie versioni. La prima di queste risale al 1914 e venne firmata da Cecil B. DeMille.

SUPERMAN 3

Il nuovo capitolo di Superman, rispetto ai precedenti episodi, ha ricevuto critiche negative per l’eccessiva comicità, per la regia di Lester e l’interpretazione di Pryor, cosa che portò i Salkind, produttori della pellicola, a vendere i diritti di sfruttamento cinematografico di Superman alla Cannon Films, i quali realizzeranno, in seguito, Superman IV.

NON GUARDARMI NON TI SENTO

Ecco qui il suo compagno perfetto Gene Wilder: un attore con il quale Richard Pryor ha lavorato molto, costituendo una coppia comica irresistibile in Non Guardami, Non Ti Sento (1989) e in Non Dirmelo, Non Ci Credo (1991). Purtroppo in questi due film Richard Pryor aveva già saputo la diagnosi della sua malattia.

 

LA MALATTIA, LA RECITAZIONE FINO ALL’ULTIMO E LA MORTE

Nel 1986 gli venne diagnosticata la sclerosi multipla e già verso la metà degli anni novanta la malattia entrò in fase progressiva, relegandolo infine su una sedia a rotelle. Pryor, tuttavia, non smise mai di recitare e usò la sua condizione in un episodio di Chicago Hope in cui impersonava un malato. La sua ultima apparizione pubblica ebbe luogo nel luglio 2005, quando presenziò all’evento “Richard Pryor at the Helm of Comedy”. Morì per un attacco cardiaco pochi giorni dopo il suo 65º compleanno, il 10 dicembre 2005, a Encino, in California.