Durante le riprese del film “Scemo & più Scemo”, nel 1993, l’attore Jim Carrey decise di trascorrere una notte nello Stanley Hotel e ha chiesto di rimanere nella famigerata stanza 217 (vedi Stephen King: The Shining). Piccolo passo indietro: L’hotel Stanley è da sempre, fin dalla sua creazione nel lontano 1909, un posto infestato da quanto è stato raccontato nel corso degli anni.

 

 Quando Stephen King capitò allo Stanley, negli anni ’70, l’hotel era ormai caduto in disgrazia, ma riconquistò il suo antico splendore dopo un cambio di gestione grazie proprio al romanzo di King, e al successivo film di Stanley Kubrick. La stanza 217, fulcro del romanzo, (poi cambiata in 237 nell’adattamento cinematografico di Kubrick), è quella in cui dormì King quella notte, ed é ormai quasi un luogo di culto, estremamente popolare tra gli ospiti di The Shining hotel, da prenotare con mesi di anticipo. Molto prima che lo Stanley diventasse The Shining Hotel, la stanza 217 aveva avuto una storia interessante. Nel 1917, la capo governante Elizabeth Wilson, temendo che una tempesta avrebbe fatto saltare l’energia elettrica, iniziò ad accendere le lanterne dell’hotel. Mentre cercava di accenderne una in quella che oggi è la stanza 217, la lanterna esplose, facendo crollare il pavimento sotto i piedi della donna, che precipitò nella stanza di sotto. 

 

Anche se la governante si ruppe le caviglie, sopravvisse. Per gli investigatori del paranormale però, la storia della Wilson è più inquietante di quanto possa sembrare, perché i giornali dell’epoca riportarono versioni molto diverse dell’evento, e fornirono nomi diversi della donna in questione. Poiché i registri dei dipendenti sono ormai dispersi, e non esiste nessuna fotografia di “Elizabeth Wilson”, alcuni credono che non potremo mai sapere chi ci fosse realmente in quella stanza. Tornando a noi: Secondo la guida turistica dell’hotel, circa tre ore dopo che Jim Carrey si era addormentato nella famigerata stanza, è uscito di corsa dalla porta raggiungendo con passo svelto l’uscita dell’hotel. Fino ad oggi Jim continua a giurare di non tornare mai indietro e di non dire a nessuno il perché. “Cosa gli sia successo in quella stanza, non è dato sapersi. Non parlò mai della cosa.” riportò infatti uno dei membri dello staff.