Arriva nei cinema il 21 marzo Ricordi?, secondo film di Valerio Mieli con protagonisti Luca Marinelli e Linda Caridi




Trama

Una lunga grande storia d’amore, raccontata però sempre solo attraverso i ricordi, più o meno falsati dagli stati d’animo, dal tempo, dalle differenze di punti di vista dei giovani protagonisti. Il viaggio di due persone negli anni: insieme e divise, felici e infelici, innamorate tra loro e di altri. I due si conoscono raccontandosi fantasiosi episodi d’infanzia e aprendo i propri mondi, malinconico quello di lui, allegro e ancora incantato quello di lei. Passano gli anni. Lo sguardo di lui si trasforma, si alleggerisce. Quello di lei matura, si fa più complesso e più scuro. Il rapporto che sembrava consolidarsi rischia ora di perdere magia. Inizia una crisi. Nel corso del film i due ragazzi crescono e cambiano: lui scopre che è possibile un amore che dura nel tempo, lei impara la nostalgia. Con la distanza le immagini di questa relazione, come quelle dell’infanzia, di un lutto, di un’amicizia tradita, di una grande gioia, si modificano. Si saturano di emozione, o invece sbiadiscono, si cancellano, finché, riesumate da un profumo, da una parola, riemergono più forti, in un presente che scivola via per farsi subito memoria.





Un’opera bifronte poetica e malinconica

Valerio Mieli torna a distanza di nove anni dal suo esordio alla regia, avvenuto con Dieci Inverni, e lo fa con un’opera coraggiosa, che tenta di raccontare una tormentata storia d’amore attraverso il montaggio alternato dei ricordi dei due protagonisti. Il ricordo, come dice il titolo stesso del film, è il filo conduttore, frammento che costruisce il racconto, ma che spesso può non aderire in maniera fedele alla vera natura degli eventi. Sono gli stessi due protagonisti a confondersi, talvolta, nel ricordare le loro emozioni e sentimenti.

Doveroso sottolineare e fare i complimenti al lavoro di montaggio di Desideria Rayner eseguito sulla pellicola, che, come rivelato dal regista Mieli in conferenza stampa, si è protratto per un lungo arco temporale di post-produzione. 

La pellicola è pervasa di esistenzialismo ed elementi filosofeggianti, che, forse, potevano essere dosati un po’ meglio, col rischio di perdersi in dissertazioni troppo lontane. Nonostante ciò il risultato che ne emerge è comunque un bellissimo film, poetico, inusuale per gli standard del cinema italiano, contornato da due ottime prove attoriali, quella di Marinelli e della Caridi.