Nel 2001 il regista Marco Ponti, al suo esordio dietro la macchina da presa portò sul grande schermo «Santa Maradona .La pellicola, uscita quasi in sordina,  conquistò subito lo status di cult anche grazie alle citazioni e alle battute di Libero De Rienzo, scomparso lo scorso luglio, che interpretò Bart. Stefano Accorsi, che in quell’anno uscì con quattro film e veniva dal successo del film di Gabriele Muccino, vestì i panni del suo coinquilino, il 30enne neolaureato in cerca di lavoro Andrea.

TRAMA

Andrea Straniero, laureato in lettere, 27 anni, è l’emblema di una generazione ricca di insicurezze, che passa da un colloquio di lavoro all’altro con scarsi successi. Il ragazzo vive a Torino in un appartamento con il suo amico Bartolomeo Vanzetti “Bart”, con il quale condivide la monotonia di tutti i giorni. Bart, dal canto suo, si definisce critico letterario, ma in realtà si fa mandare le recensioni da un cugino in Sicilia per inoltrarle al giornale una volta firmate: di fatto passa le giornate a poltrire. I due hanno anche un’amica, Lucia, di origini italo-indiane, fidanzata con Marco, un ragazzo egocentrico e presuntuoso che pare ostentare una sicurezza solo di facciata, ragion per cui Bart, da cinico e indolente, non perde occasione per suggerire all’amica di lasciarlo.

LA GRANDE AMICIZIA SUL SET

In un’intervista rilasciata sul sito RETEBLU, il regista spiegò come scritturò Stefano Accorsi e sopratutto il clima che si era creato sul set. Ecco un piccolo estratto:

Come hai fatto a scritturare Stefano Accorsi?

“Stefano era venuto a vedere un festival di cortometraggi al quale partecipavo anche io. Quando ha visto il mio, che poi ha vinto, ha voluto conoscermi e mi ha proposto lui di fare qualcosa insieme. Quando gli ho fatto leggere Santa Maradona ha accettato. Stefano è un attore che dà tanto, anche a livello fisico, che crede veramente in quello che fa, per questo si è buttato con un esordiente come me”

Come hai lavorato con gli attori?

“La sceneggiatura è cambiata molto nel corso delle riprese da come l’avevo scritta, proprio grazie al lavoro sul personaggio che facevamo. Con Libero e Renzo abbiamo instaurato un rapporto di grande amicizia. Alcune scene le ho scritte a casa mentre loro giocavano con la mia Play Station! Anche le interpreti femminili sono straordinarie. Anita Caprioli è stata eccezionale, Mandala Tayde una rivelazione, all’inizio non volevo scritturare un’attrice che aveva recitato con Pieraccioni e Salemme, poi al provino sono rimasto folgorato ed ho cambiato il personaggio da ragazza cinese a indiana apposta per lei. Senza questi attori, il film non avrebbe avuto questo successo”   

fonte RETEBLU