Secondo Molly Ringwald “Sixteen Candles” e “Breakfast Club” esaltano le molestie sessuali

Secondo Molly Ringwald “Sixteen Candles” e “Breakfast Club” esaltano le molestie sessuali

Il processo attuale ai danni di Brett Kavanaugh, accusato di molestie sessuali da Christine Blasey Ford e altre quattro donne ai tempi del liceo e del college, sta scuotendo l’opinione pubblica americana, anche alla luce dei recenti movimenti a difesa delle vittime di molestie sessuali, come Me TooTime’s Up.

A tal proposito si fa notare un tweet dell’attrice Molly Ringwald, volto noto degli anni Ottanta per essere stata la protagonista di alcune pellicole divenute cult, tra cui “Breakfast Club (1985) e “Sixteen Candles – Un compleanno da ricordare (1984). La Ringwald ha cominciato ad analizzare con altri occhi i film che l’hanno vista protagonista da adolescente, dichiarandosi contraria a come sono stati raccontati certi aspetti delicati. Recentemente ha infatti condiviso il post della scrittrice Constance Grady, la quale ha esaminato la cultura degli anni Ottanta sotto la chiave delle molestie sessuali, focalizzandosi proprio sul film di John Hughes, Un compleanno da ricordare. Nella condivisione del post, la didascalia “Non potrei essere più d’accordo”.




Secondo quanto analizzato nell’articolo, il film di Hughes, così come altre pellicole degli anni 80, onorerebbe le molestie sessuali, ma in particolare questo lo farebbe con una cornice da love-story.

“It’s a high school love story. It’s been celebrated for 34 years for its sweet, romantic heart. Yet it is entirely willing to feature a lengthy, supposedly hilarious subplot in which a drunk and unconscious girl is passed from one boy to another and then raped.”

È una storia d’amore liceale, che viene celebrata da 34 anni per la sua dolcezza e romanticismo. Eppure vi è una grande intenzione nel presentare una sottotrama apparentemente esilarante in cui una ragazza ubriaca e priva di sensi viene passata da un ragazzo ad un altro e poi violentata.

La storia si riferisce a quando il personaggio di Jake usa la sua ragazza ubriaca, Caroline, cedendola per i bisogni sessuali dell’amico in cambio della biancheria di Samantha. 




L’analisi del film ha trovato il consenso della Ringwald, che già non molto tempo fa aveva scritto lei stessa un articolo alla luce del movimento MeToo dove prendeva le distanze da alcuni film di John Hughes che l’hanno vista protagonista, in particolare Breakfast Club. L’attrice ha ammesso di avere difficoltà nel momento in cui ha accettato di rivedere il film con la figlia di 10 anni. “Ero preoccupata della sua reazione, ma non avevo capito che sarei stata io a crearle problemi”. L’attrice sottolinea come nel corso del film Bender molesti ripetutamente Claire, e lei risponda in modo sprezzante. Tra le scene incriminate vi è quella in cui Bender si nasconde sotto il banco di Claire e cerca di metterle una mano nelle mutande, ma lei gli blocca la testa tra le ginocchia.

 

Fonte: https://movieweb.com/molly-ringwald-sixteen-candles-rape-culture/

 

 

 

About The Author

Claudia Giampaolo

24 anni, di Roma. Laureata presso l'università di Roma Tre in "Lingue e Mediazione linguistico-culturale", frequenta "Master di Traduzione e adattamento delle opere audiovisive e multimediali per il sottotitolaggio". Appassionata di film, serie tv e libri, amante dei gatti e dello sport, tennis e calcio su tutti.

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