È normale che nelle pubblicità vengano utilizzati modelli stereotipati in modo da arrivare facilmente a tutti, in pochi secondi. Si va dal semplice “stereotipo di modello familiare” come nei casi della Barilla, fino a quello che è definibile uno “stereotipo razzista”: nel caso specifico si sta parlando del modello seguito dalle “Caramelle Tabù”, con uno spot che ha fatto la storia.





Le caramelle Tabù, prodotte e distribuite dalla Perfetti Van Melle, sono piccoli confetti di liquirizia nera in un contenitore tondo metallico, diventate storiche per noi proprio grazie al loro spot. Nella pubblicità c’era quel personaggio (sicuramente inquietante per i più piccoli) con tanto di maschera e guanti bianchi, che cantava. La tecnica utilizzata è quello del rotoscopio, un modo di fare animazione per creare un cartone animato (molto in voga in quegli anni) in cui le figure umane risultino realistiche. Ovviamente nella canzone da lui cantata si esaltavano le qualità del prodotto. Il personaggio si ispirava alle performance di Al Jolson, cantante jazz anni 20. Al, oltre ad essere stato un grande cantante, è stato anche l’attore protagonista di Il cantante di jazz di Alan Crosland (1927), cioè il film che ha segnato l’inizio dell’era del cinema sonoro. Al Jolson Jolson è stato soprannominato “il re dei blackface”, una trovata teatrale a partire dalla metà del 19° secolo dove con il suo stile jazz e blues, ha portato la tradizionale musicale afro-americana al pubblico europeo-americano. E con il BlackFace accentuava la performance. Ecco, proprio da lui il nostro uomo delle Tabù ha preso ispirazione.




Lo spot riprende proprio questo punto come fulcro, un uomo di colore, palesemente ispirato ad un cantante “Jazz” che canta e attira l’attenzione su quelle che sono le caramelle Tabù, e nel cantare genera un perfetto jingle tipico del genere, per usare termini semplici che “fa mettere la canzone in testa”. Lo spot fu lanciato nel 1986 ed andò avanti sino al 1996, per ben dieci anni, con alcune variazioni negli anni aggiunte per pubblicizzare l’uscita delle Tabù maxi, Tabù bianche e Tabù senza zucchero (con una donna come protagonista). Insomma uno degli spot più iconici del nostro paese che adesso nel 2020 non verrebbe neanche pensato ancora prima di essere prodotto, per questioni che non hanno bisogno di essere sottolineate. Basta accendere il TG1 la sera se volete delucidazioni. Possiamo ritenerlo quindi un pezzo di storia, senza ombra di dubbio.

Qui sotto in ordine troverete il primo spot, quello delle Tabù bianche ed infine quello delle Tabù senza zucchero.