Fra sette giorni morirai…

Quando uscì nel 2002, The Ring era sulla bocca di tutti come uno dei film horror più chiacchierati. “Hai visto quel film con la videocassetta maledetta che ti uccide dopo sette giorni?” E Samara che esce dalla tv?”. Con oltre 250 milioni di dollari incassati in tutto il mondo, il film divenne ben presto famosissimo, tanto che nel 2005 ne uscì un sequel e ben dodici anni dopo, nel 2017, un terzo capitolo. 

Leggiamoci ora qualche curiosità sulla saga che, ammettiamolo, per un bel periodo ci ha fatto temere di ogni VHS che avevamo…




  • La pellicola del 2002 è un adattamento del romanzo Ring di Koji Suzuki, nonché remake del film del 1998 Ring diretto da Hideo Nakata.
  • Nel romanzo originale, il protagonista che cerca di sfatare la maledizione della videocassetta è un uomo, Kazuyuki Asakawa. Il cambio di sesso va accreditato allo sceneggiatore Hiroshi Takahashi, che trasformò il personaggio in Reiko Asakawa e il suo stato civile da sposata a divorziata. Cambiò anche il sesso del figlio di Reiko, in origine una bambina. I cambiamenti vennero mantenuti nella versione americana del film.

  • Prima che venisse scelta Naomi Watts per la parte della protagonista del film, si era vagliata l’ipotesi di scegliere anche Liv Tyler, Nicole Kidman, Jennifer Connelly, o Gwyneth PaltrowKate Beckinsale aveva quasi ottenuto il ruolo, ma la produzione la considerò troppo giovane per la parte.
  • Il successo di The Ring spinse Hollywood a scavare a fondo nel filone horror giapponese, portando in America i remake di altri successi come The Grudge, Dark Water, Pulse e Chiamata senza risposta.
  • Il personaggio di Shizuko Yamamura, madre di Sadako nell’originale, è basato su una persona realmente esistita: Chizuko Mifune, nata nel 1886, fu al centro di un famoso caso di poteri paranormali. Si diceva che avesse il dono della chiaroveggenza ma, dopo una dimostrazione nel 1910, fu proclamata una ciarlatana e più avanti si suicidò ingerendo veleno.





  • Il sequel americano di The Ring fu diretto dallo stesso Hideo Nakata. Durante la lavorazione, accaddero parecchi eventi inquietanti sul set. Nel settimo giorno di riprese, gli uffici della produzione finirono allagati per via della rottura di un tubo, un evento normalissimo se il risultato non fosse stato così spaventosamente simile al film (in cui l’acqua era una delle immagini centrali). Nakata richiese l’intervento di un ministro shintoista per celebrare un rito di purificazione sul set. Ma gli incidenti proseguirono: un giorno, uno sciame di api discese su un camion della produzione e costrinse l’evacuazione del reparto, per poi andarsene da dove era venuto senza motivo. Più avanti, una tanica d’acqua scoppiò senza motivo, allagando ancora una volta gli uffici della produzione. Una mattina, infine, un costumista uscì da garage della Universal e si trovò faccia a faccia con un cervo che caricava verso di lui. I cervi sono comuni in quelle zone di Los Angeles, ma l’attacco assomigliava tantissimo a un’analoga scena del film.