Un Sacco Bello, uscito nel 1980, venne girato «in cinque settimane e due giorni» contro le sette settimane inizialmente previste, con grande difficoltà da parte di Carlo Verdone.

Prima di questo film, che ruota attorno alle storie di tre celebri personaggi interpretati da Verdone (un coatto di periferia, un hippie scappato di casa e un mammone timido), l’attore aveva già riscosso grande successo in tv. Ma fu Sergio Leone il regista che gli diede fiducia per primo, aiutandolo in questa prima produzione (e confermando la sua collaborazione anche per la seconda opera: “Bianco, rosso e Verdone“).

Per lui si trattava del primo film da regista, sceneggiatore e attore protagonista: l’ansia era alle stelle.
Racconta così Verdone a Fanpage.it, tra i tanti aneddoti dietro la realizzazione del film, di quando l’attrice Veronica Miriel di “Un sacco bello” si gettò senza vestiti nella fontana di Piazza Navona:
Fu una cosa drammatica. Uno gli rubò i jeans. Lei rimase in slip e la portai a casa sulla Lambretta, con tutti i coatti che ci correvano dietro e ci urlavano ‘Fammela toccà‘”.

Nella lavorazione dello stesso film, Verdone non disponeva di una roulotte ed era costretto a cambiarsi all’aperto. Fu addirittura fermato dalla polizia:

Mi dovevo cambiare dietro le frasche. Un giorno ero dietro una frasca ed è arrivata la polizia. Scapparono tutti, perché non avevano i permessi, e mi lasciarono lì in mutande. La produzione era sparita, fui portato in commissariato e mi vennero a prendere là: Sergio Leone venne e mise le cose a posto.