Sulla scia del successo del genere d’avventura nato con Indiana Jones e i predatori dell’arca perduta, nel 1984 usciva nei cinema All’inseguimento della pietra verde (Romancing the Stone) con protagonisti Michael Douglas e Kathleen Turner. Seppur uscito tre anni dopo il film di Spielberg, in realtà il copione di Romancing the Stone venne scritto nel 1979 e quindi concepito precedentemente.  Rispetto al film di Spielberg, quello di Zemeckis unisce alla componente avventurosa una prevalente connotazione come commedia romantica, che funziona in modo così efficace grazie all’interpretazione dei due protagonisti, che suscitò paragoni con coppie storiche del passato come Tracy-Hepburn.

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Un’altra premessa importante da fare è che nel 1984 Robert Zemeckis non era nessuno: pensate che fu proprio alla scommessa vinta grazie agli ottimi risultati ottenuti da All’inseguimento della pietra verde che, l’anno successivo, ebbe l’opportunità di fare.. indovinate cosa? Ritorno al futuro!

Trama

Joan è una scrittrice di romanzi rosa, romantica e sprovveduta. Sua sorella Helen viene rapita e Joan dovrà recarsi in Colombia per pagare il riscatto: una mappa del tesoro che suo cognato le ha spedito prima di finire in pasto ai coccodrilli. In Colombia la scrittrice si ritroverà nei guai fin da subito, braccata da poliziotti corrotti e delinquenti imbranati. Per fortuna sul suo cammino incontrerà Jack, un avventuriero senza scrupoli che la salverà, finendo invischiato suo malgrado in una frenetica e delirante caccia al tesoro.

Le ferite di Kathleen Turner

All’inseguimento della pietra verde ha una forte componente avventuriera; ambientato in Colombia (ma girato in Messico), il film richiese un grande sforzo fisico per gli attori, che girarono numerose scene direttamente nella giungla. A tal proposito, in un’intervista video realizzata tanti anni dopo (video in fondo al paragrafo), gli attori hanno ammesso le difficoltà a cui sono andati incontro, specialmente Kathleen Turner, la quale subì diversi infortuni. “Non so quanti punti mi hanno dovuto mettere mentre giravo!” ha raccontato l’attrice, soffermandosi su una scena in particolare, quella nella quale, poco dopo che Joan conosce Jack, i due trovano riparo in un aeroplano schiantato. “Avevano rotto un aereo, dunque c’erano tutti pezzi appuntiti in giro. Io ricordo di aver perso l’equilibrio e il mio braccio finì ‘impalato’ in uno di quei pezzi. Tre punti.”

“Anche nella scena finale in cui ‘lotto’ con il poliziotto Zolo e ci rotoliamo per terra. Sbattei la testa. Altri tre punti.”

Il sequel 

Il film ha avuto un sequel l’anno successivo, Il gioiello del Nilo, diretto da Lewis Teague, con gli stessi interpreti principali, anche se non viene ricordato con affetto dai fan del primo. Dietro a quella produzione ci furono tanti problemi. 

Dopo il successo di Romancing the Stone, Kathleen Turner aveva molte altre offerte ed era intenzionata a recitare in un altro film. Quando arrivò la sceneggiatura del sequel, non voleva farlo, ma Michael Douglas fu costretto ad usare le maniere forti, dicendole che avevano firmato un contratto e che dovevano portare avanti anche l’altro film. Si arrivò anche agli avvocati, ma alla fine l’attrice fu costretta a partire per il Marocco, seppur controvoglia. 

Tra gli altri problemi del sequel ci fu un brutto incidente aereo in Africa, nella quale Douglas, che era produttore, perse due settimane prima dell’inizio del film sei membri della troupe, lo scenografo, il direttore artistico e l’assistente del regia. Insomma, una vera tragedia.

Pensate che negli anni novanta si è pensato ad un terzo episodio della serie, ma il progetto non è mai stato sviluppato, per l’ormai perso appeal popolare della coppia Douglas-Turner.