Sono passati due anni dalla triste morte di Anna Marchesini, spentasi a soli 62 anni a causa di una grave forma di artrite reumatoide. 

Anna viene ricordata per la sua intensa carriera da attrice teatrale, comica, doppiatrice, scrittrice e imitatrice italiana. Ha fatto parte del Trio con Massimo Lopez e Tullio Solenghi, che ha lavorato con continuità dal 1983 al 1994 e si è eccezionalmente ricostituito per l’ultima volta nel 2008 – seppur per sole tre serate televisive – per festeggiare i 25 anni dalla fondazione. Dopo lo scioglimento del Trio, l’attrice ha continuato la sua attività al fianco di Solenghi nel biennio 1994 – 1995, per poi proseguire da sola la carriera di attrice teatrale.




Dopo gli studi teatrali e i primi lavori come attrice, Anna si è impegnata in un’intensa attività nel doppiaggio, campo che nel corso della sua carriera ritroverà in varie occasioni. È stata doppiatrice di Judy Garland nella seconda edizione restaurata de Il mago di Oz (1980) nonché di numerosi ruoli in cartoni animati trasmessi nei primi anni ottanta. La si può ricordare in cartoni animati tra cui Lo specchio magico e Time Bokan-La macchina del tempo. Nell’ambiente del doppiaggio nel 1982 incontrò Massimo Lopez, entrambi alle voci dei protagonisti della serie animata Supercar Gattiger.


Il Trio 

Il gruppo comico per il quale Anna viene maggiormente ricordata è il Trio, nato nel 1982 insieme a Massimo Lopez e Tullio Solenghi.  I tre esordirono su Radio 2 col programma radiofonico Helzapoppin.

Nel 1985, dopo aver inviato una videocassetta a Enzo Trapani, il Trio fu scelto per 8 puntate televisive del varietà Tastomatto, affiancando Pippo Franco alla conduzione. Qui nacquero molti degli sketch che li resero famosi, in primis le parodistiche interpretazioni telegiornalistiche e pubblicitarie. Nel 1985 Anna Marchesini prende parte al suo unico film A me mi piace, diretto da Enrico Montesano.

Con le 40 puntate di Domenica in nel 1985/1986, il Trio fu premiato come Rivelazione dell’Anno. Nel 1986 i tre prendono parte a Fantastico 7. Grazie al programma diventano noti a livello mondiale per uno sketch considerato offensivo nei confronti della madre di Ruhollah Khomeyni. Malgrado l’imbarazzo internazionale dovuto allo sketch, questo varrà loro un articolo sulla rivista statunitense Variety e alcuni spettacoli oltreoceano, al Lincoln Center di New York e a Buenos Aires.


Il grande impatto sul pubblico e il loro talento comico li lancia sul palco dell’Ariston per ben tre volte (Sanremo 1986-1987 e 1989). Contemporaneamente si ha il ritorno del Trio a teatro, pur non tralasciando gli impegni col pubblico televisivo. Sono quindi, rispettivamente, del 1987 e del 1991 gli spettacoli Allacciare le cinture di sicurezza e In principio era il trio. Entrambi i lavori ottennero un buon successo, furono portati in tournée per molti anni e furono ripresi in televisione più volte. Allacciare le cinture di sicurezza fu anche premiato con un Biglietto d’Oro.

La loro fama e comicità raggiunge il culmine nel 1990 con I promessi sposi, rilettura parodistica dell’omonimo romanzomanzoniano, trasmesso su Rai 1 in cinque puntate, ascolto medio di 13 milioni di spettatori con picchi di 17 milioni.




Lo scioglimento del Trio avvenne nel 1994, quantomeno nelle sue produzioni, dato che nulla lasciò intendere la fine del gruppo comico (cosa confermata dal loro ritorno sugli schermi per la commemorazione dei 25 anni di attività, avvenuto nel 2008 con la trasmissione Non esiste più la mezza stagione). Sembra che il motivo sia stato il desiderio di Massimo Lopez di sperimentare una carriera da solo. Ne seguì una collaborazione Solenghi-Marchesini nel 1995, La rossa del Roxy Bar, ma, contemporaneamente, la pubblicazione del libro Uno e Trino di Tullio Solenghi confermò la fine di un boom di comicità durato più di dieci anni.




La scomparsa di Anna e il ricordo della figlia Virginia

L’attrice, già da qualche tempo soggetta a ricoveri presso l’ospedale di Orvieto per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute a causa di artrite reumatoide, si è spenta la mattina del 30 luglio 2016, all’età di 62 anni, pochi giorni dopo aver presenziato alla laurea della figlia. 

Proprio in questi giorni, Virginia Valente, unica figlia di Anna, avuta nel 1993 da Piki Valente, ha voluto ricordare sua madre a due anni dalla sua scomparsa. Virginia, come riportato da corrierequotidiano, ha ringraziato tutti coloro che celebreranno l’attrice in questi giorni e aggiunto il suo personale e commosso ricordo.

Virginia ha descritto Anna come una madre attenta ma non apprensiva con cui nel tempo aveva stabilito un rapporto di amicizia basato su un continuo scambio intellettuale “perché con lei niente era banale o ripetitivo“.

La ragazza ha rivelato che era la prima a conoscere i testi scritti da sua madre concludendo “mi mancano i suoi abbracci, il suo modo calmo di parlarmi, la sua risata inconfondibile e la capacità di creare uno spettacolo ogni giorno, solo per me!”