Il grande Dustin Hofffman compie oggi 81 anni. Gli auguriamo buon compleanno ripercorrendo la sua carriera e alcune delle sue migliori interpretazioni.

Hoffman nasce a Los Angeles, in California da una famiglia ebrea di origini ucraine e rumene, figlio di un rappresentante di mobili, in passato allestitore di scenografie presso la Columbia Pictures e di una pianista jazz. Il nome Dustin gli venne dato in omaggio all’attore, attivo durante l’era del cinema muto, Dustin Farnum. Hoffman non ricevette alcun tipo di educazione religiosa in famiglia, al punto da dichiarare di aver “scoperto” di essere ebreo soltanto all’età di 10 anni.




Abbandonati gli studi di medicina, si trasferì a New York per studiare recitazione, dove si esibì con gli allora giovani Gene Hackman e Robert Duvall. Tra gli anni ’50 e ’60 lavorò a Broadway in modeste produzioni e si iscrisse all’Actors Studio.

Vediamo ora i suoi ruoli più iconici:

IL LAUREATO

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Il laureato (1967) di Mike Nichols segna il suo esordio sul grande schermo e trasforma Dustin Hoffman nel giro di pochi mesi da caratterista sconosciuto a divo candidato all’Oscar e al Golden Globe come miglior attore protagonista, vincendo quest’ultimo come miglior attore esordiente.

UN UOMO DA MARCIAPIEDE 

Due anni dopo essersi fatto notare con Il Laureato, Dustin ci regala una magnifica interpretazione in Un uomo da marciapiede interpretando Salvatore Rizzo, uno zoppo e malato di tubercolosi accanto a Jon Voight. Oltre al successo mondiale, l’attore riceverà il David di Donatello come miglior attore straniero, e nuovamente la nomination al Golden Globe e all’Oscar

Successivamente ha interpretato Il thriller Cane di paglia (1971), il western Il piccolo grande uomo e le commedie John e Mary (1968) e Chi è Harry Kellerman e perché parla male di me?, dove ha dimostrato di essere un attore versatile e dotato di grande talento.




PAPILLON

Dopo una parentesi in Italia nell’ultimo film di Pietro Germi, Alfredo Alfredo (1972), tornò negli Stati Uniti per recitare accanto a Steve McQueen in Papillon (1973), dove viene raccontata la storia dell’ergastolano Henri Charrière costretto a scontare la pena nell’allora peggior sistema carcerario del mondo, la Guyana francese.

LENNY 

L’anno dopo, 1974, viene nuovamente candidato sia all’Oscar sia al Golden Globe per l’interpretazione del comico Lenny Bruce in Lenny; ma Hoffman, anche stavolta, risulta battuto prima da Jack Nicholson con Chinatown e da Art Carney con Harry e Tonto.




TUTTI GLI UOMINI DEL PRESIDENTE

Dopo un periodo di pausa torna sul grande schermo con il film Tutti gli uomini del presidente (1976), dove interpreta, accanto a Robert Redford, Carl Bernstein giornalista che lanciò il famoso scandalo Watergate. Il film ebbe uno strepitoso successo sia di pubblico sia di critica, e si guadagnò otto candidature all’Oscar (tra cui, miglior film e miglior regia) e vincendone quattro.

KRAMER CONTRO KRAMER

Con questo film vince l’Oscar nel 1980, grazie alla sua performance nei panni di Ted, marito di Joanna (Meryl Streep), storia di una crisi coniugale che sfocia in una pesante battaglia giudiziaria per l’affidamento del figlio Bill.


TOOTSIE

Dopo la vittoria dell’Oscar Hoffman decise di prendersi un lungo periodo di pausa, per poi tornare con uno strepitoso successo Tootsie (1982) di Sydney Pollack, dove interpreta l’attore Michael Dorsey che, disoccupato da tempo, per avere una scrittura, si finge donna. Il film riceverà 10 candidature agli Oscar del 1983, tra cui: «miglior film», «miglior regia», «miglior attore» (quarta candidatura per Hoffman), «miglior attrice non protagonista» e «miglior sceneggiatura originale», vincendone solamente uno per la «miglior attrice non protagonista» (Jessica Lange). 

RAIN MAN

Nel 1988 vinse la sua seconda statuetta all’Academy, per la sua interpretazione in Rain Man – L’uomo della pioggia accanto a Tom Cruise. Il film parla della storia di Charlie Babbitt (Cruise), imprenditore e venditore di Ferrari, che scopre di aver un fratello affetto da autismo; Raymond (Hoffman). Oltre all’Oscar, Hoffman ricevette anche il Golden Globe e il David di Donatello come miglior attore protagonista.




GLI ANNI 90 E 2000

Negli anni novanta Hoffmann partecipa a numerose produzioni: mostra doti di talento istrionico dietro la maschera in Dick Tracy (1990), è protagonista in Billy Bathgate – A scuola di gangster a fianco di Nicole Kidman, (1991), in Hook – Capitan Uncino (1991, di Steven Spielberg), nel ruolo del Capitan Giacomo Uncino, e in Virus letale (1995, di Wolfgang Petersen). Anche nelle partecipazioni in ruoli brevi o marginali si distingue sempre per la incisiva caratterizzazione dei personaggi, come nell’apparizione della Coscienza, fulminea e determinante, in Giovanna d’Arco (1999).

Nel 2004 lo ricordiamo nella commedia Mi presenti i tuoi?, ruolo che poi riprende nel 2010 con Vi presento i nostri 

Tanti auguri dunque a uno degli attori più versatili, definito “sobrio, flemmatico, energico”, capace di passare con disinvoltura dal thriller alla commedia, dal genere realistico di denuncia, al film politico a quello favolistico e fantastico.