Nella serata dedicata agli Oscar della musica, ovvero i Grammy Awards, trova spazio anche Carrie Fisher. L’attrice deceduta nel dicembre 2016 a soli sessant’anni è stata onorata ieri alla cerimonia tenutasi a New York vincendo il premio per il Miglior Album Parlato (audiolibro) grazie al suo The Princess Diarist, una raccolta di diari scritti dalla Fisher durante le riprese del primo Star Wars, quando interpretava la Principessa Leila. 

The Princess Diarist venne pubblicato appena cinque settimane prima della morte della Fisher, avvenuta per arresto cardiaco durante un viaggio in aereo; la raccolta ha permesso di svelare anche alcuni dettagli su di lei che non si conoscevano, come la relazione avuta con il collega di set Harrison Ford. 

Tra i contendenti al premio per quella categoria figuravano Neil deGrasse Tyson per Astrophysics For People in a Hurry, Bruce Springsteen con Born to Run, Shelly Peiken con Confessions of a Serial Songwriter, e Bernie Sanders e Mark Ruffalo con Our Revolution: A Future to Believe In.

Questo Grammy rappresenta il primo premio vinto da Carrie Fisher dopo la sua scomparsa. 

Emozionata e fiera la figlia, Billie Lourd, che commenta la vittoria con un post:




“Princess Diarist è stata l’ultima lavoro professionale che io e la mia mamma abbiamo fatto insieme. Vorrei che fosse qui per portarmi sul red carpet con lei, invece celebreremo in pieno Carrie style: a letto davanti la tv con una fredda Coca Cola e sigarette. Sono estremamente fiera”.