Quarant’anni fa un’overdose di cocaina ed eroina poneva fine alla vita di uno degli attori più promettenti di Hollywood, John Belushi, trovato morto il 5 marzo 1982. Tra i suoi titoli più famosi ricordiamo «The Blues Brothers» e «Animal House». La sua scomparsa gettò nello sconforto i tanti amici e colleghi tra cui il suo carissimo amico Dan Aykroyd che subito dopo la sua morte piombò in una pesante crisi depressiva, che fece ritardare tutti i progetti cinematografici che i due avevano in cantiere. Tra questi «Una poltrona per due» (John avrebbe dovuto interpretare Valentine, parte poi andata ad Eddie Murphy) e sopratutto «Ghostbusters», che fu realizzato soltanto nel 1984 con Bill Murray nei panni di Peter Venkman al posto dell’attore scomparso.

Nel libro John Belushi. La biografia definitiva di Judith Belushi Pisano abbiamo potuto leggere le dichiarazioni di Aykroyd riguardo uno degli ultimi messaggi con Belushi la mattina prima la sua prematura scomparsa.

“Quel giovedì mattina ero andato in ufficio per lavorare sul copione di Ghostbusters. Quando controllai la segreteria telefonica, c’era un messaggio di John. Sembrava che facesse fatica a parlare, era distrutto, e stava male; non l’avevo mai sentito così giù. Mi dissi che avrei giusto finito il paragrafo che stavo scrivendo, poi sarei salito su un cazzo di aereo e lo avrei raggiunto, ma non lo feci. Invece di partire subito, quel pomeriggio lo rintracciai al telefono, era messo male, aveva la voce di un uomo sconfitto., gli dissi: “Dai Jon, vieni a casa sto scrivendo un copione fantastico per noi due, e vedrai che si risolverà tutto, ma devi tornare a casa”.Lui disse che sarebbe tornato, avrebbe preso l’ultimo volo della notte. Così io non andai”