Tra le tante commedie dirette da Castellano e Pipolo, una delle più amate è Mani di Velluto, con protagonisti Adriano Celentano e Eleonora Giorgi. Fu uno dei primi film diretti dal duo di registi con Celentano, prima di stringere un vero e propio sodalizio, che portò alla realizzazione, tra i tanti, de Il bisbetico domato, Asso, Innamorato Pazzo, Grand Hotel Excelsior e Segni particolari bellissimo.

TRAMA

L’ingegnere Guido Quiller (Adriano Celentano), abbandonato dalla moglie, s’innamora della ladra Tilli (Eleonora Giorgi). Per conquistarla, le lascia credere di essere anche lui un rapinatore e si mette a organizzare colpi geniali, salvo poi restituire la refurtiva alle sue vittime. Il gioco regge finché non salta fuori che Guido è ricco e ha accumulato una fortuna brevettando un vetro antifurto, incubo di ogni criminale. Per farsi perdonare da Tilli, Guido decide di rinunciare ai suoi capitali donando tutto all`avida ex moglie.

La gravidanza di Eleonora Giorgi

Nei contenuti speciali del DVD  del film, Eleonora Giorgi ricorda con affetto la collaborazione con Adriano Celentano, da lei definito un grandissimo partner.

Ero una fan assoluta di Celentano, non ci eravamo mai incontrati prima, il nostro primo incontro è stato molto bello. All’epoca ero incinta, ai primi mesi e Adriano fu un partner di una cavalleria immensa. Mi fece sentire protetta e rispettata, era prudente su tutto. Mi sono innamorata del suo fascino. La mia pancia che cresceva creava un po’ di problemi, in primis con i costumi e a volte con le inquadrature. Ad esempio quando devo fare l’iniezione ad Adriano sul letto, avevo una gonna che non si chiudeva! Castellano e Pipolo hanno dovuto chiudere l’inquadratura, coprendomi.

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L’alchimia con Celentano e lo schiaffo vero

Adriano si spostava in gruppo, non era mai solo. Aveva sempre amici ovunque. Prima di un ciak salutava sempre qualcuno, scherzava con chiunque. Non è stato difficile lavorare con lui. Avevamo una congenialità di tempi, lui li aveva dilatati e lenti, io affrettati. 

Fino a quel momento nessuno mi aveva insegnato a dare uno schiaffo cinematografico. Era previsto che ne dessi uno ad Adriano, ma non ero capace! Glielo diedi davvero, con pathos, una cosa brutale! Lui ci rimase malissimo, si arrabbiò, io ero mortificata!