Marco Della Noce è stato intervistato da Il Giorno dove spiega che il periodo brutto è passato. Come riporta il Fatto Quotidiano, nel 2017 una drammatica intervista: “La separazione mi ha rovinato, vivo come un senza tetto”. L’appello aveva incontrato la solidarietà di un gruppo di colleghi, pronti a organizzare uno spettacolo di beneficenza per raccogliere fondi. Una crisi umana alla quale è seguita anche quella professionale. Tagliato fuori da tutte le trasmissioni che gli avevano regalato la popolarità sul piccolo schermo.

LA RINASCITA

Ora la rinascita umana e professionale. Tutti i debiti sono stati sistemati, lavora come tutor family per genitori in difficoltà e motivator nelle aziende. Nel tempo che gli rimane fa volontariato. Ma può guardare al futuro con speranza. Come è riuscito? Grazie a una legge, quella sul sovraindebitamento come riferisce il suo avvocato Monica Pagano di Brescia

“I giudici hanno ritenuto che ci fossero i presupposti: la sua posizione debitoria è stata estinta. Marco metterà a disposizione il ricavato della vendita della casa di proprietà, assegnata alla ex moglie, e la sua auto, una Opel Astra da mille euro. Sarà a posto così”.

 

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“Non mi sono mai dato per vinto, mi sono sempre inventato qualcosa, ho evitato i rimpianti. Prima cosa: l’onestà. Penso di aver dato messaggi positivi ai miei figli. Lavoro nelle aziende. Non faccio propriamente il motivatore ma aiuto i dipendenti a trovare benessere e senso di appartenenza. Ho un master pedagogico e faccio il tutor family per genitori in difficoltà. Collaboro stabilmente con l’associazione Padri separati. Do una mano ai disabili, li faccio correre all’autodromo di Monza”. E lo spettacolo? E la tv? Il sogno c’è sempre. “Ma nel mondo dei blogger e di TikTok non mi riconosco più”.

L’INTERVISTA SU RAI 1

Oggi il comico è stato intervistato da Serena Bortone su Rai 1 dove ha raccontato la sua storia:

“Ero arrivato verso i 600000 700000 euro, è stato un momento di smarrimento ma ho avuto una solidarietà delle persone che mi ha fatto risvegliare sopratutto i colleghi di Zelig che si sono messi in una maniera eccellente. Molto mi ha colpito la gente per strada che mi hanno dimostrato un grande affetto. Quando mi svegliavo in macchina ero in un mondo ovattato, era anche sotto cura, prendevo psicofarmaci ma ringrazio quegli eventi perchè grazie a loro mi sono trasformato e rivisto. Ho capito che ci si può ricostruire dal fallimento. Dagli errori si impara”

FONTE IL FATTO QUOTIDIANO