La corda se viene tirata troppo si spezza, e se viene tirata più forte si spezza prima. Questo è stato il destino della saga di “Superman”, quella cominciata nel 1978 da Richard Donner con lo splendido Christopher Reeve nel ruolo del protagonista. Vi racconto la storia.




Il primo film di Superman è veramente una bomba che ha dato il LA a tutti i film di supereroi che usciranno poco dopo, compreso il Batman di Tim Burton. È stato scelto un attore perfetto, c’è Marlon Brando, Gene Hackman, un’ottima analisi del personaggio, una colonna sonora che diventerà storia. Insomma funziona tutto. Si ok c’è quella questione sul finale del “riavvolgere il tempo volando” che ai nerd di adesso non piace, ma lasciamoli chiacchierare, un giorno forse riusciranno a contestualizzare un film quando se ne parla.
Tornando a noi: il film vince un oscar per gli effetti speciali, piace ed incassa. Il secondo film viene girato in contemporanea al primo, anche se per problemi con la produzione, il regista Richard Donner deve lasciare a lavoro quasi completo, che verrà concluso poi da Richard Lester. Esce cosi “Superman II“: filmone anche questo, a tratti più bello del primo. Molto bene. Tutti vogliono un nuovo film della saga, visto che si vola sulle ali dell’entusiasmo. Ecco allora che tre anni dopo esce “Superman III“, ma qualcosa è cambiato.




Una sceneggiatura inadeguata e la regia di Lester (che dirigerà per intero il film) non formano un capitolo all’altezza dei primi due. Il film è troppo comico, il villain è la brutta copia di Lex Luthor ma senza carisma e come coprotagonista viene scritturato il cabarettista Richard Pryor che in quegli anni era molto richiesto dal pubblico; scelta assai poco attinente con un supereroe.

L’unica cosa che rende “Superman III” un film comunque godibile è Christopher Reeve: Superman infatti in questo film deve fare i conti con la sua controparte cattiva. Ecco allora un Reeve veramente convincente come “Superman cattivo” aggiundicandosi cosi la scena più bella del film e sicuramente una delle migliori dell’intera saga. Uno splendido Superman vs Superman. L’attore decide anche di dare al personaggio di Clark Kent una nuova caratterizzazione, rendendolo meno goffo e impacciato rispetto ai precedenti capitoli.




Tutti questi difetti e i pochi pregi purtroppo non fanno di “Superman III” il sequel sperato da pubblico e produttori. Il film floppa, la delusione è tanta. Il produttore Ilya Salkind e suo padre Alexander decidono di cedere i diritti di sfruttamento cinematografico del personaggio alla Cannon Films, una casa di produzione indipendente. Ed è qui che arriviamo al punto più basso della saga, purtroppo o per fortuna. La casa di produzione parte con tutte le buone intenzioni: riesce a mettere sotto contratto tutti i componenti storici del cast, incluso Gene Hackman. Christopher Reeve si dimostra all’inizio riluttante ad interpretare nuovamente Superman, ma la Cannon gli offre la possibilità di partecipare alla stesura del soggetto del film. Reeve accetta e sale a bordo anche lui. Anche se cercati, i registi dei film precenti rifiutano, lasciando il posto a Sidney J. Furie. Bene, tutto è al proprio posto, è il momento di far ripartire la saga come si deve, con un film da 35 milioni. Che verrà girato con soli 17, meno della metà.
Gli iconici titoli di testa sono fatti male (primo campanello d’allarme), bisogna spostare le riprese in Inghilterra, la squadra degli effetti speciali (si proprio quelli dell’Oscar) subisce un taglio sia di stipendi che di budget, vedendosi costretta a lavorare in poco tempo col blu screen che in quegli anni era una soluzione tremendamente schifosa discutibile. Troupe ridotta al minimo sul set. E abbiamo solo parlato di problemi tecnici, parliamo della ciccia del film: visti gli anni, viene inclusa nella sceneggiatura la corsa agli armamenti nucleari. Superman pone fine alla guerra fredda distruggendo gli arsenali nucleari Americani e Sovietici, nel frattempo Lex Luthor elabora il clone del Kryptoniano per eliminarlo, creando cosi l’Uomo Nucleare.




Nel primo tempo ci sono scene poco interessanti come Superman che deve tenere un doppio appuntamento nello stesso momento sia nei panni del supereroe sia della controparte “umana” (che in realtà è anche carina come dinamica, ma montata malissimo e quindi poco efficace) e soprattutto è pieno di situazioni copiate dagli altri capitoli della saga come: Superman e Lois che volano insieme sulle note di J. Williams, o Clark che usa il cristallo verde per riacquistare i poteri. Bruttarella questa cosa, no?

Questa foto è un pugno negli occhi e un pugno al cuore.

Arriviamo nella seconda parte di film dove partono le botte vere tra il protagonista e l’Uomo Nucleare. Un villain anonimo se non nel rappresentare i gloriosi anni 80 glam con i suoi muscoli e i capelli stile Wrestling. Ritmo, pathos, effetti speciali, interpretazioni; è tutto sbagliato, rendendo il film a metà tra il comico ed il noioso, che è pure peggio. Questo quarto capitolo fa di tutto per mettersi all’altezza dei primi due, ripescando temi centrali della storia del supereroe, elementi, personaggi, ma il non aver fatto i conti con la mancanza di soldi è stato l’errore più grande soprattutto quando il protagonista è un uomo che vola.
Superman IV” risulta cosi un’operazione fuori tempo massimo, in un anno che vede l’uscita di Robocop e Predator (1987). Sono riusciti a rendere ridicolo questo favoloso Superman. Il dispiacere è tanto perchè Christopher Reeve comunque c’è stato, anche se lui ricorderà il film come “il più grande errore della sua carriera”, e anche l’idea di far affrontare Superman con un altro personaggio della sua stazza non è sbagliata ma è la realizzazione che come su gli altri punti ha gravato sul giudizio finale. Che ve lo dico a fare che il film venne stroncato dalla critica, dal pubblico e floppò.
La Cannon Films fallisce nel 1993 e i diritti di Superman vennero rimbalzati da una parte all’altra. Si pensò ovviamente ad un Superman V (sempre con Reeve) che avrebbe dovuto rialzare le sorti della saga. Nulla da fare.




Si conclude cosi l’importante saga di Superman. Importante per quello che ha dato nella cinematografia a venire (Hey tu fan degli Avengers, dì “grazie” all’Uomo Nucleare), per la musica splendida, per due film e mezzo bellissimi e per aver reso veramente Super Christopher Reeve. Tante sono state le rappresentazioni cinematografiche a venire del supereroe, ma non stiamo qui a parlarvene.
Lasciamo che questo articolo si concluda qua. Un po di fretta, sconclusionato, dopo tanto bel lavoro fatto prima: proprio come Superman IV.