Jennifer Grey spegne oggi 60 candeline. L’attrice, nata a New York il 26 marzo 1960, ha occupato un posto speciale nei cuori di molti fan grazie all’iconico ruolo di Frances “Baby” Houseman in Dirty Dancing

Era il 1986 e attorno alla produzione del film non girava per niente una bella aria. Budget ridotto, nessuna spinta da parte dei produttori che non ritenevano il film all’altezza e molte insicurezze. Eppure, si verificò l’inaspettato. Jennifer Grey e Patrick Swayze riuscirono a creare qualcosa di unico e inimitabile, grazie ad un’alchimia pazzesca a suon di musica, passione e ballo. 




Ma Dirty Dancing è anche la storia di una ragazza timida, a cavallo tra la fanciullezza e la maturità, che decide di spogliarsi delle sue paure e di gettarsi con coraggio in qualcosa di nuovo. E se vogliamo, è ciò che è successo anche alla stessa Jennifer. 

«Io non ero affatto una ballerina. Ero terrorizzata da alcune mosse e molto nervosa. Ma Patrick mi spinse via tutta quell’ansia. Lui non aveva paura di fare niente» – racconta la Grey di Swayze. «Era forte e protettivo, macho e tenero allo stesso tempo. Era un grande ballerino, faceva tutti i suoi stunts e amava spingersi oltre a livello fisico. Amava spingere me oltre i miei limiti. Professionalmente, il nostro è stato un matrimonio di opposti, e per questo eravamo ben assortiti».

 

Carriera in salita, lontana dai riflettori

Nonostante il successo mondiale di Dirty Dancing, per Jennifer il futuro non si mise in discesa come si auspicava. L’attrice decise di allontanarsi dai riflettori, anche a causa di un brutto incidente avvenuto poco prima l’uscita del film, nel 1987. Lei e il suo fidanzato di allora, Matthew Broderick, subirono uno scontro automobilistico in Irlanda. La sua macchina andò a sbattere contro un’altra macchina, sulla quale viaggiavano una madre e una figlia, per le quali non ci fu scampo. Broderick e la Grey sono sopravvissuti, ma le cicatrici di quel giorno sono rimaste e non fu facile scrollarsele. 

«Cinque giorni dopo l’incidente, sono diventata la fidanzatina d’America. Ma non c’è stata alcuna corrispondenza tra il senso di colpa, il mio profondo dolore e l’essere portata in trionfo dal pubblico. Semplicemente, non mi sembrava giusto essere celebrata come l’idolo della città», ha provato a spiegare l’attrice che, ad appena 27 anni, si è tirata indietro. «Ho fatto scelte che molte persone ambiziose non avrebbero fatto. Volevo solo essere una moglie e una madre», ha ricordato, cercando di raccontare come e perché a Dirty Dancing non sia seguita una carriera brillante.




La chirurgia

La vita, i suoi primi sessant’anni, la Grey li ha vissuti lontano dalle luci di Hollywood, dove ha saputo costruirsi una vita come tante, dedicandosi alla famiglia. Eppure, c’era un altro scoglio da superare per la giovane Jennifer, ovvero la non accettazione di se stessa. Per questo fecero non poco clamore gli interventi di chirurgia estetica, tra cui una rinoplastica, che cambiarono i tratti del suo naso e del viso, togliendole quel “dolce” aspetto per il quale era stata tanto amata dal pubblico.

«Mia figlia ha guardato Dirty Dancing per la prima volta quando aveva 11 anni e ha notato che ero diversa. La mattina dopo eravamo abbracciate a farci delle coccole e mi disse: “La tua faccia era molto diversa nel film. Ma eri bellissima.” e io risposi “Sì, ma non credevo abbastanza in me stessa“»  

Paura di ballare

Un problema che si è ripercosso anche nella paura per Jennifer Grey di tornare a ballare, cosa che non ha fatto per oltre 20 anni, fino a quando non ha deciso di partecipare (e vincere) a Dancing With the Stars nel 2010.

«Non ballavo neppure ai matrimoni. Ero così insicura, temevo che la gente rimanesse delusa. Decisi di partecipare a “Ballando con le stelle” perché Patrick se n’era andato da poco e a me era stato diagnosticato un nodulo maligno. Tutto d’un tratto mi chiesi “Perché non sto ballando? Perché mi sto impedendo di essere felice?”

Una cosa che ho capito quando si invecchia è quanto preziosa e fragile è la nostra vita. Non credo si possa ballare senza provare gioia. La gioia scorre viva quando si balla.»