Una delle icone degli anni ’80 festeggia la nascista oggi. 60 anni per Boy George. Autore di canzoni (soprattutto dei testi) e icona culturale a tutto campo, giunto alla celebrità, negli anni ottanta, col suo primo gruppo, i Culture Club, George O’Dowd, oltre che come Boy George, ha inciso e prodotto, e continua tuttora a farlo, sotto diversi pseudonimi (Angela Dust) oppure celato dietro progetti collettivi (Jesus Loves YouDubversive) o band solo virtualmente tali, di cui costituisce sempre il componente fondamentale, quando non addirittura l’unico (come nell’ultima trovata, che risponde al nome di The Twin). Scopriamo insieme che fine ha fatto negli ultimi anni.

Dal 2006 al 2009, il periodo più difficile

Dopo aver vissuto per un paio d’anni Manhattan, dove, il 7 ottobre del 2005, è stato arrestato per sospetto possesso di cocaina ed è comparso in tribunale il 1º febbraio del 2006(BBC Online Report), accusato di possesso di cocaina. L’8 marzo 2006 si è dichiarato colpevole di aver fatto perder tempo alla polizia (lui stesso aveva chiamato la polizia la sera dell’arresto, in evidente stato confusionale dovuto all’uso di stupefacenti, per denunciare un presunto furto mai avvenuto).

Le voci sulla sua crisi personale sono avvalorate da diverse notizie: nel maggio 2008 ad esempio il cantante è stato fotografato mentre vendeva magliette a 10 sterline in un mercato rionale di Londra.

Alti, bassi, discese ardite e risalite costellano la vita di George, infatti nella tarda primavera 2008 intraprende una nuova tournée che chiama “Songs that make you dance and cry Boy George Live” in cui il cantante ripropone brani del suo passato con i Culture club e materiale da solista. La tournée, originariamente pianificata con date negli States, America Centrale e Regno Unito (includendo qualche data europea ad alcuni festival estivi) a causa del diniego del visto d’ingresso da parte del governo statunitense, viene circoscritta soltanto a qualche data in centro America mentre le tappe europee rimangono invariate. George non riesce a concretizzare il suo ritorno live, dopo dieci anni di assenza, negli States.

Ma nelle aule di un tribunale George ci tornerà presto portando con sé il fardello della condanna: a Londra viene giudicato colpevole di sequestro di persona. Boy George è stato accusato di aver ammanettato ad un letto l’escort gay sieropositivo Audun Carlsen, a suo dire reo di volergli sottrarre foto semi-pornografiche dal computer. Secondo quanto emerge durante il processo George ha colpito l’escort con una catena. Lui si difende dicendo che i suoi erano intenti intimidatori attuati al fine di impedire il presunto furto, il cantante avrebbe legato Carlsen solo per verificare di non esser stato derubato. Viene processato e ritenuto colpevole.


George si tuffa a capofitto in una serie di nuovi progetti: incide nuove canzoni, ricomincia i suoi DJ set, lancia nuovi artisti, pianifica concerti, concede interviste e si presta a nuove session fotografiche. L’ennesima rinascita di un artista che, tra mille contraddizioni, rimane un punto di riferimento nella cultura POP moderna.

Le sue parole

Riguardo quegli anni difficili, lo stesso Boy ha detto: “Ho sempre avuto comportamenti sbagliati, ma va bene. Per quanto riguarda i guai che ho avuto nel 2006 e nel 2009, ovviamente sono cose di cui non vado orgoglioso. Ogni errore è una lezione di vita. Ripulirsi da tutte le droghe ha trasformato la mia vita in modi che non mi aspettavo“.

Gli ultimi anni

I Culture Club tutti insieme ci riprovano nel 2014 con una serie di concerti che li portano live in giro per il mondo. All’indomani delle elezioni di Donald Trump, spiega su Billboard che l’elezione del presidente repubblicano lo lascia indifferente. “Ho visto alcuni miei amici sconvolti. Io non lo sono, non ci cambia niente”. Tra le curiosità, un selfie del 2017, postato sulla sua pagina Instagram insieme a Silvio Berlusconi. Tutti e due allegri e sorridenti.


Nel 2018, danno alle stampe Life, che è ad oggi il loro ultimo lavoro di inediti, ma anche in questo caso, il ritorno ai fasti di un tempo, rimane una chimera. Il suo ultimo singolo da solista “Isolation” è uscito l’anno scorso, pochi giorno dopo l’inizio del lockdown del Coronavirus. Eccolo qui sotto: