Al cinema dal 20 giungo The Elevator, thriller d’esordio per l’italiano Massimo Coglitore, che decide di attorniarsi di attori inglesi – e molto noti – tra cui James Parks, Caroline Goodall e Burt Young. 

The Elevator è ambientato nella città di New York, dove vive e lavora il popolare presentatore Jack Tramell (James Parks), 50 anni, single, famoso per il suo TV show di un quiz serale. Un giorno, sul calar della sera, l’uomo rimane bloccato in un ascensore, e quello che inizialmente appare come un guasto accidentale, si rivela invece un piano meditato da una donna misteriosa (Caroline Goodall). Quest’ultima, nelle vesti di una vendicativa dark lady, vuole estorcere una difficile verità da Tramell, accusato di un crimine che scopriremo più in là durante il film. Iniziano così dei ‘giochi di tortura’ della donna ai danni di Jack, finché non arriveremo a dubitare da che parte sta la verità.




 

Realizzato a basso budget, l’opera prima di Coglitore vanta, a sorpresa, un cast di tutto livello: James Parks – attore feticcio di Quentin Tarantino – Caroline Goodall (Hook, Cliffhanger, Schindler’s List) e in ultimo, in un ruolo di minore importanza, Burt Young (Paulie della saga di Rocky). Nonostante un cast rispettabilissimo, la pellicola non riesce ad acquisire il giusto lustro, rimanendo sulla soglia della mediocrità. La trama risulta deboluccia, attorniata da alcuni espedienti narrativi mal riusciti (lo scombinamento dei piani della sequestratrice, l’inutilità del guardiano per citarne alcuni) su cui si fatica a chiudere un occhio. 




L’idea di questo thriller psicologico è quello di presentarci due personaggi alle prese con i propri segreti in uno spazio claustrofobico, l’ascensore, che diventa metafora di espiazione delle proprie colpe. The Elevator difetta molto, purtroppo, nella creazione della suspense, un elemento fondamentale per questo genere di film, dove è importante tenere alti l’interesse e l’attenzione. Possiamo spezzare una lancia a favore di questa storia dicendo che non risulta del tutto banale nel finale, realizzando un espediente che riesce a risollevare un po’ la tensione.

Vi postiamo qua di seguito il video con la nostra intervista a Caroline Goodall e il regista Massimo Coglitore: