SINOSSI:

Alita: Angelo della battaglia è l’adattamento cinematografica dall’omonimo manga di scritto e illustrato da Yukito Kushiro nel 1991.

 

Ambientato nel 26a secolo, Alita (Rosa Salazar) è un  cyborg  che viene scoperto in un deposito di rottami  dal dottor Daisuke Ido (Christoph Waltz).  Senza alcun ricordo della sua vita precedente, fatta eccezione per l’incredibile addestramento nelle arti marziali memorizzato dal suo corpo,  Alita diventa una spietata cacciatrice di taglie, sulle tracce dei peggiori criminali del mondo.

RECENSIONE

Alita l’angelo della battaglia  è un manga scritto e illustrato da Yukito Kishiro nel 1990. Il titolo originale è stato cambiato in Battle Angel Alita nell’edizione statunitense dalla Viz Communications per una semplice motivazione estetica e di pronuncia: Gunnm risultava infatti avere un suono troppo duro, che non si adattava alla bella cyborg, la protagonista del manga. Similmente nell’edizione italiana il manga è stato intitolato Alita l’angelo della battaglia, trasformando il nome della protagonista da Gally in Alita

Nel 1993 ne è stato tratto un OAV in due episodi. La serie manga, conclusa nel 1995, ha avuto seguito in Alita Last Order, apparso nel 2001 e ripreso dal 2011 sino al 2014, e Alita: Mars Chronicle, iniziato nel 2014 e tuttora in corso di pubblicazione. Dopo questa piccola introduzione possiamo parlare del film. 

Per gli amanti del genere, Alida è un buonissimo prodotto di fantascienza, un mix tra Ghost in the Shell e Terminator, non a caso James Cameron è il produttore e torna prepotentemente in auge dopo tanto. La trama è avvincente anche se il film a tratti sembra molto lungo e forse con qualche minuto in meno ne avrebbe giovato l’intera pellicola. Diciamo che questi corpi meccanici ben assemblati suscitano un interesse maggiore per chi è appassionato del genere robotico splatter perchè in alcune scene, braccia, gambe e teste sbalzano fuori dallo schermo in un nano secondo. Per alcuni tratti mi è sembrato di vedere il nuovo robocop in cui abbiamo la testa e la mano del poliziotto in un corpo cybernetico e assemblato alla perfezione, solo che la pecca di quel film come in questo era la non perfetta similitudine tra uomo e macchina. 

Consiglio la visione in 3d perchè rende veramente tanto, Cameron ci sa fare, non a caso è stato il pioniere di questa tecnologia con Avatar tanti anni fa. 


La vera domanda di questo film è cosa ci rende umani? Se il nostro corpo o il nostro cervello per molti anni, come nel caso di Alita viene preservato per molto tempo. La risposta forse ce la da direttamente il paterno Christoph Waltz che si dimostra al di sopra delle parti e a molto agio nella sua parte di padre-dottore. Alita è una guerriera che va alla ricerca delle sue origini, nonostante la sua diversità, riesce ad amare come una persona normale, riesce a vendicarsi, riesce a scoprire se stessi per tutta la durata del film. Ovviamente la vera protagonista è lei in tutto e per tutto. Forse avremmo voluto qualche scena di azione in più e qualche domanda risolta ma di certo la Fox confeziona un gran prodotto di fantascienza che sarà destinato a rimanere nel cuore degli appassionati