Carrie Fisher, la principessa Leila della saga “Star Wars”, deceduta nel dicembre scorso, quando è morta aveva un mix di droghe nel sangue. L’autopsia ha evidenziato la presenza di un cocktail di droghe pesanti, tra cui eroina, cocaina, ecstasy.

E’stata anche rilevata la presenza nel sangue di elevati livelli di alcol e di oppiacei, anche non si sa quale tra queste sostanze ha causato la morte.



La Fisher è morta per un’apnea durante il sonno e in seguito all’aggravarsi di una malattia cardiaca. Debbie Reynolds, star hollywoodiana e madre dell’attrice, è morta anche lei per arresto cardiaco il giorno seguente il decesso della figlia.

Le ceneri di Carrie Fisher, morta il 27 dicembre scorso a 60 anni, sono state riposte in un’urna con una forma speciale.



“L’oggetto preferito da Carrie era una pillola di Prozac gigante che aveva comprato molti anni fa. La amava e la teneva in casa. E ho pensato che per lei questo sarebbe stato il posto ideale in cui riposare”.

Con queste parole Todd Fisher, fratello della popolare attrice scomparsa a 60 anni, ha motivato la scelta di riporre le ceneri dell’ex principessa Leila in un’urna particolare: una enorme pillola di Prozac. Un ragionamento condivisibile, se si tiene conto del fatto che Carrie Fisher non ha mai nascosto il suo bipolarismo, battendosi anzi nel corso della sua vita in favore di tutte le persone affette da malattia mentale. “Sono malata di mente. Posso dirlo, non mi vergogno di ciò. Sono sopravvissuta a questa malattia, sto ancora sopravvivendo ma ci convivo” ha detto l’attrice nel 2000. Alla cerimonia funebre privata, in cui è stata commemorata anche la madre e attrice Debbie Reynolds, scomparsa pochi giorni dopo la figlia, hanno partecipato familiari ma anche star di Hollywood tra cui Gwyneth Paltrow e Meryl Streep.