Il 27 maggio 1995, esattamente ventisei anni fa, Christopher Reeve cadeva da cavallo durante una gara equestre in Virginia. L’attore, uno dei Superman cinematografici più amati di sempre, atterrò sulla testa, fratturandosi la prima e la seconda vertebra. Quando si svegliò in ospedale il 31 maggio, apprese di essere paralizzato dal collo in giù. I medici dissero a Reeve che aveva il 50% di possibilità di sopravvivere alle sue ferite e fu necessario un intervento chirurgico rischiosissimo per riattaccargli la spina dorsale e il cranio.

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Fortunatamente, Christopher aveva il sostegno della sua famiglia e di tanti amici. Tra questi uno speciale: Robin Williams. Con l’intento di rendere mento triste l’anniversario di oggi vi raccontiamo di un simpatico aneddoto che vide protagonista proprio Williams, il quale riuscì, come solo lui sapeva fare, a rendere più leggero quel tragico momento, riempiendo di risate le mura di quella fredda stanza d’ospedale dov’era ricoverato Reeve.

Lo scherzo di Robin Williams travestito da medico

Mentre Reeve giaceva nel suo letto d’ospedale, ancora alle prese con quello che era successo, un visitatore in camice chirurgico e cappello da cameriere entrò nella stanza. Aveva un forte accento russo e si presentò come un proctologo incaricato di fare un esame rettale. «Girati!» urlò a Reeve, il quale ovviamente l’attore non poteva girarsi e all’inizio restò perplesso. Reeve era sul punto di chiamare un’infermiera per chiedere cosa stesse succedendo quando si accorse che il dottore era in realtà Robin Williams che stava rifacendo il suo personaggio dal film Nine Months. Appena lo vide, Christopher scoppiò a ridere.

Quella risata significò molto per lui e cambiò la sua mentalità. Come spiegò più tardi in un’intima intervista a Barbara Walters, “Se potevo ridere, potevo vivere”.

“Ero semi cosciente e appeso a testa in giù. Non mangiavo, non bevevo. Ad un certo punto mi accorsi che al mio fianco c’era qualcuno. C’era Robin vestito da medico. Indossava un buffo cappellino blu. Per la prima volta dopo l’incidente, risi. Del resto con Robin ho sempre riso. E ho provato tanta gioia nel vederlo. Vederlo lì, ridere e divertirci insieme come i vecchi tempi insieme mi ha fatto capire che la mia vita potesse ricominciare.”