Cobra è un film del 1986 diretto da George Pan Cosmatos, interpretato da Sylvester Stallone.

Il film è inspirato al romanzo Facile preda, di Paula Gosling, dal quale è stato tratto nel 1995 anche un altro film, Facile preda di Andrew Sipes.





TRAMA E TRAILER

Los Angeles, Marion Cobretti è un tenente della sezione di polizia “Zombie Squad”, una divisione che si occupa di delinquenti psicopatici. La sua missione è trarre in salvo dei clienti di un supermercato tenuti in ostaggio da un membro di una setta di maniaci criminali denominata “le belve della notte”, intenzionati a punire la corruzione dell’Occidente. Dopo diversi efferati omicidi, un elemento della banda assassina ne commette uno a viso scoperto dinnanzi alla fotomodella Ingrid Knudsen che riesce a fuggire. La Knudsen diviene così una scomoda testimone, e toccherà a “Cobra“, (così come viene soprannominato il tenente Cobretti), l’incarico di proteggerla.




IL DIVIETO CATEGORICO DI PARLARE CON STALLONE

In molti hanno riferito dopo l’uscita del film che il vero regista era Stallone e non Cosmatos. L’attore veniva da due successi importanti come Rambo 2 e Rocky 4 e poteva gestire tutto da solo, dato l’enorme successo che aveva avuto nei film precedenti. Proprio per questo l’attore si sentiva libero di fare tutto a modo suo. Uno dei fatti più strani del film è che a nessun componente del cast o della troupe fu permesso di parlare con Sly durante le riprese, gli unici rapporti dovevano essere con il regista e gli attori principali.




I RITARDI DI STALLONE SUL SET

Proprio per il motivo esposto sopra Stallone alla fine gestiva le riprese completamente secondo il suo volere. Erano molto frequenti i ritardi sul set: la scena finale ad esempio fu girata in due giorni perchè l’attore doveva vedere una partita di basket in televisione. Gran parte di queste perdite di tempo furono dovuti anche al suo rapporto con Brigitte Nielsen, sposata qualche mese prima.

Un giorno Sly si lamentò con il direttore della fotografia Ric Waite del fatto che erano rimasti indietro con le riprese a causa sua e che lui e la sua troupe dovevano lavorare più intensamente per colmare il gap. La risposta di Waite non si fece attendere e sorprese proprio Stallone, ridimensionando le sue pretese.

Il direttore della fotografia rispose dicendo che se egli

“avesse cominciato a togliere le mani dal culo di Brigitte Nielsen e a smettere di mettersi in mostra con le sue guardie del corpo, forse non avrebbero più problemi di ritardi con le riprese”.

Stallone rimase molto colpito dal fatto che qualcuno gli avesse parlato così, e infatti cominciò ad abbassare il suo senso di onnipotenza. In un’intervista tempo Waite confermò che Stallone aveva anche un grande senso dell’umorismo.