In un’intervista al The Mirror, Colin Farrell ha raccontato uno degli episodi più eclatanti del suo passato professionale minato dai problemi con l’alcolismo. Nel 2002 arrivò sul set del kolossal fantascientifico “Minority Report” di Steven Spielberg con i postumi di una pesante sbronza. Per questo motivo dovette ripetere un ciak per ben 56 volte. La cosa mandò su tutte le furie il protagonista del film Tom Cuise che arrivò quasi a mettergli le mani addosso. L’attore irlandese, 43 anni, ha raccontato al tabloid britannico che durante la lavorazione del film aveva 24 anni, “il giorno dopo era il mio compleanno. Chiesi alla produzione un giorno di permesso, ma non ci fu nulla da fare”.




“Pensavo che un film da 100 milioni di dollari avrebbe almeno ascoltato quella mia richiesta, ma ho lavorato lo stesso”. Arrabbiato prese ugualmente un giorno. La notte festeggiò bevendo molto. “Sono passati 16 anni da allora e ancora mi ricordo bene quel giorno perché, quando arrivai sul set, ebbi un attacco di panico. Non volevo che capissero come ero ridotto male. Ma fu tutto inutile”. Oltre agli errori commessi sul set e a Cruise che stava per pestarlo, Farrell ha raccontato un altro risvolto negativo: “Ricordo che quel giorno venne a trovarmi mia sorella che, umiliata per i miei continui sbagli e per quello che la crew diceva di me, se ne andò via per la vergogna. Sono stato un disastro epico”.