Il film

Ferie d’agosto è un film del 1996 di genere Commedia, diretto da Paolo Virzì, con Silvio Orlando, Sabrina Ferilli, Ennio Fantastichini, Laura Morante, Gigio Alberti, Agnese Claisse. Durata 102 minuti. Il film fu girato nell’estate 1995, ricordata per il tempo ed il clima tipicamente autunnale, mettendo a dura prova cast e troupe, soprattutto per la scena del bagno serale.

La trama

A Ventotene, piccola isola pontina, d’estate si trovano in vacanza, vicini di casa, due gruppi di persone: il primo formato da Sandro Molino (con la convivente Cecilia Sarcoli ed una bambina, Martina, figlia di lei), un attore (Mauro), l’amica di lui Francesca (a suo tempo fidanzata di Sandro), Betta e Graziella (conoscenti di Cecilia) e infine Roberto, che vaga dall’Africa a Cuba ed altri lidi, con incarichi (a suo dire) ufficiali; il secondo formato da un romano, Ruggero Mazzalupi (proprietario di negozi, tipo irruente e un po’ rozzo, peraltro generoso) padre dell’adolescente Sabrina e marito di Luciana, ma segretamente innamorato della cognata Marisa, donna provocante e bella, accasata con Marcello, un ex cantante di night ora gestore di una profumeria e debitore con Ruggero di 50 milioni. Sfortunatamente un extracomunitario viene colpito da un proiettile sparato per uno stupido scherzo da Ruggero, che viene chiamato a risponderne ai Carabinieri. Ammettendo di aver fatto una rischiosa cattiva azione e nell’intento di farsi perdonare dagli adirati vicini, Ruggero promuove una specie di assemblea notturna: l’occasione dà luogo ad accuse e interventi su piani differenti ivi compresi quelli politici. Fra accuse e difese, ma in sostanza nel generale e confuso disorientamento, tutto si dipana in una congerie di argomentazioni presto appiattite ed inerti. Sotto le stelle, sembra che ciascuno abbia ceduto, più che a motivazioni e vampate di ordine politico, ai sentimenti e alla vicende personali. Al termine della vacanza estiva Cecilia confessa a Sandro che da alcuni mesi è incinta di lui: l’uomo ne è felice ed assicura alla donna che amerà il nascituro come ama Martina (la quale egli sa benissimo essere la figlia di Mauro). Roberto se ne va in Africa e gli altri tornano a casa. L’unica che resta sul molo e che in lacrime, ma speranzosa, grida “ti amo” è l’adolescente che si è innamorata di un coetaneo in vacanza nell’isola.

Natoli

Abbiamo avuto il piacere di intervistare la simpaticissima Vanessa Marini, alias Sabrina Mazzalupi nel film, ovvero la figlia con l’apparecchio protagonista tra l’altro di una delle scene cruciali della pellicola. Ci ha parlato ovviamente dell’aria che si respirava sul set e ci ha tenuto a ricordare il mitico Piero Natoli, che le stava molto vicino durante le riprese:

Con Piero era tutta una risata. Era un uragano di simpatia. Una volta stavamo sul treno tornando a Roma, dopo un anteprima del film a Firenze, e mi dice sconfortato: “Zitta và, me sa che io e te su sto film faremo na figuraccia, a te te lasciano così e a me me mettono le corna, saremo antipatici a tutti.” Ad un certo punto prende il giornale e legge le prime recensioni, cambiando idea. “Dice che semo i romani veraci, vuoi vede che in realtà semo i più simpatici del film?””.

Il regista Virzì invece raccontò in un’altra intervista:

Fantastichini, reduce dal ruolo impegnativo in Porte aperte di Gianni Amelio, con cui aveva vinto un importante premio europeo, era considerato un attore esclusivamente drammatico. Piero Natoli era un regista che si considerava imparentato con il cinema di Moretti, di Piscicelli, di Del Monte. Metterli insieme e proporli come cognati in un doppio ruolo brillante fu un azzardo. Ma bastava vederli apparire con le braghe corte, le camicie sgargianti o le canottiere, il marsupio legato alla vita per suscitare empatia.