Grandi Magazzini, una commedia all’italiana del 1986 che è stata diretta dal duo di registi composto da Castellano & Pipolo che ne hanno scritto il soggetto e realizzato la sceneggiatura.




Nel cast sono presenti tantissimi interpreti molto noti nel panorama cinematografico italiano come Enrico Montesano, Michele Placido, Nino Manfredi, Massimo Ciavarro, Christian De Sica, Renato Pozzetto, Massimo Boldi, Lino Banfi, Paolo Villaggio, Laura Antonelli, Heather Parisi, Sabrina Salerno, Paolo Panelli, Ornella Muti, Leo Gullotta e tantissimi altri ancora. Praticamente sono gli Avengers nostrani. Il film è diviso in episodi che riguardano vari personaggi che hanno a che fare con i Grandi Magazzini e che si intrecciano per oltre due ore di esilarante divertimento. Ecco tutte le curiosità.




Nella versione integrale compare anche una parodia dello spot del Tartufone Motta, molto trasmesso in quegli anni, stavolta usando il pregiato vegetale; Sempre nella versione integrale, una commessa testa il funzionamento di alcuni prodotti, tra i quali un phon e un vibratore. Un cliente vuole comprare un giaccone di montone rovesciato e il commesso gli presenta una pecora viva. Nella versione integrale del film altri clienti chiedono vestiti simili e il commesso mostra a tutti la stessa pecora. Quando Un cliente chiede una pecora, lui dice che non ne ha più.

Del film esistono due diverse versioni. Quella uscita al cinema, della durata di 1 ora e 50 minuti, e quella montata per la televisione che dura 2 ore e 26 minuti; trasmessa per la prima volta da Canale 5 nell’ottobre del 1988, è stata riproposta più volte sui canali del gruppo Mediaset.

La versione pubblicata in DVD e VHS è quella cinematografica, di 1 ora e 50 minuti.

Le due giovani donne alle quali si alza la gonna sono due giovanissime Eva Grimaldi e Francesca Dellera

Il ruolo dell’attore in declino inizialmente era stato proposto ad Alberto Sordi, ma l’attore rifiutò la parte, che fu poi così affidata a Nino Manfredi (che avrebbe comunque fatto parte del cast del film).

Michele Placido e Simonetta Stefanelli, che interpretano rispettivamente il direttore dei Grandi Magazzini e la sua segretaria, all’epoca erano marito e moglie.

Il nome Corrado Minozzi, qui assegnato al personaggio interpretato da Boldi, ricorre anche in un altro film dove lo stesso Boldi è tra i protagonisti: Scuola di ladri del 1986 diretto da Neri Parenti.




Il personaggio interpretato da Christian De Sica all’inizio fu pensato da Castellano e Pipolo come un meticoloso ragioniere: successivamente fu modificato in un coatto per renderlo più nelle corde dell’attore romano, mantenendo però come caratteristica la pignoleria nel cercare di spendere in maniera precisa il buono da 500.000 lire.

Anche i personaggi di Paolo Villaggio e Gigi Reder subirono una leggera variazione in corso d’opera: infatti all’origine dovevano essere due taccheggiatori che tentavano di rubare all’interno dei Grandi magazzini, ma Villaggio, rimasto colpito da David Zed (l’uomo robot più volte presente a Pronto, Raffaella?), propose ai registi di farli diventare due truffatori e d’interpretare lui stesso il robot che i due cercano di rifilare al direttore marketing Ugo Bologna. I movimenti del comico genovese furono curati dallo stesso Zed, il quale è accreditato nei titoli di coda.




Quando il personaggio di Leo Gullotta cerca di convincere quello di Nino Manfredi a recitare nello spot pubblicitario dei Grandi magazzini, cita alcuni grandi attori che hanno fatto spot pubblicitari tra cui lo stesso Manfredi, che nella realtà è stato per anni testimonial della Lavazza.

Al termine dello stesso sketch interpretato da Manfredi, quest’ultimo riprende una battuta già recitata da Paolo Panelli al convegno dei medici nel secondo episodio del film Questo e quello del 1983 (“Non è ver che sia la morte il peggior di tutti i mali, le acque oligominerali sono un male assai peggior!”).

La sigla di coda del film è stata girata a pezzi, con ognuno dei dodici attori che cantava la sua parte davanti ad un pannello grigio e poi montata insieme.




L’esistenza di due versioni del film è dovuta al fatto che, man mano che le riprese andavano avanti, il produttore Vittorio Cecchi Gori inseriva nuovi attori, facendo aumentare sempre più la durata della pellicola e costringendo poi i due registi a diversi tagli, che successivamente furono reinseriti nella versione televisiva.

L’idea di interpretare la parte dell’invalido venditore ambulante all’uscita dei grandi magazzini fu un suggerimento dello stesso Lino Banfi ai produttori, tanto è vero che tale ispirazione gli fu attribuita dopo aver realmente assistito a un intrattenimento di veri mendicanti all’uscita de La Rinascente di Milano.