A distanza di 40 anni sta per tornare con un nuovo capitolo ma sopratutto con grandi ritorni Halloween, la celebre saga horror avviata nel 1978 da John Carpenter.

Quando ha ricevuto il copione con la sua parte, Jamie Lee Curtis era tranquilla nel tornare a rivestire i panni di Laurie Strode, principalmente perché pensava che il tutto non avrebbe richiesto troppi sforzi dato che il focus dell’azione sarebbe stato incentrato sui personaggi della figlia Karen (Judy Greer) e della nipote Allyson (Andi Matichak).




Una volta arrivata sul luogo del set però, precisamente a Charleston in South Carolina, la Curtis si è resa conto del suo errore di valutazione. Insieme al regista David Gordon Green, infatti, ha pian piano svelato il danno psicologico che il serial killer mascherato, Micheal Myers, ha inflitto al suo personaggio a partire dal primo film del 1978.

“Ho iniziato a piangere dal primo giorno che sono arrivata. Non ho smesso fino al giorno in cui sono andata via. Non me l’aspettavo. Sapevo che Laurie sarebbe stata feroce e galvanizzata e che questo mi avrebbe stancato e che avrei dovuto lavorare sodo, ma non sapevo quest’esperienza mi avrebbe smosso così nel profondo. Ci ho messo un mese buono per riprendermi”.






 Le riprese sono state anche una dura prova fisica per l’attrice che si è anche infortunata girando alcune scene di lotta con Myers.
“Mi si è incrinata qualche costola nelle ultime riprese. Serviva l’Advil (ndr. ibuprofene, un farmaco antinfiammatorio) non solo agli stuntman, ma a tutti noi! Ovviamente c’erano tante controfigure però le scene di lotta le ho fatte anche io, per la grande maggioranza.”