Ecco le curiosità del film con Lino Banfi.

“Lo schema dell’investigazione poliziesca è il pretesto per una commedia di costume con intenti di satira sociale” (Morando Morandini).

Il film appare nella sezione retrospettiva “La situazione comica (1937-1988)” della “67ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

 

Il commissario Lo Gatto arriva per la prima volta nelle sale italiane il 05 Dicembre 1986.
Le riprese del film avvengono in Italia all’isola di Favignana. 

Nel film sono presenti molti errori. 

GLI ERRORI

Per tutto il film quando Lo Gatto si presenta, dice sì di essere il commissario “Lo Gatto” ma si vede chiaramente dal labiale che in realtà dice “commissario Lo Martufello”… probabilmente han deciso di dargli un altro nome per evitare omonimie.

Nella scena in cui Lino Banfi si trova a fronteggiare l’arrivo di decine di turisti all’interno del commissariato con i loro reclami, ad un certo momento l’agente Gridelli (Maurizio Ferrini) gli passa il telefono dicendo “E’ il vescovo di Trapani”, ma dal labbiale si vede che in realtà dice “E’ il parroco di Favignana”.

Verso la fine del film, il Commissario “confessa” a Vito Ragusa in Chiesa elencando tutti i passi che lo avevano tratto in inganno. Scopriamo che la cassetta audio che lui aveva ritrovato nella stanza di Wilma, (con quelle frasi che lo avevano portato in inganno facendoli supporre che l’assassino si trovasse tra uno delle persone da lui interrogate), in realtà faceva parte del copione che Wilm avrebbe dovuto recitare nella fiction televisiva che le era stata proposta dal Potente da cui era raccomandata. Però la grande pecca della trama sta in questo: appare infatti una grande combinazione che sia i nomi di persona (ad es Mario il Bagnino,Barbara ecc) , sia le professioni (ingegnere, architetto ecc) specificate nella cassetta trovino una perfetta e completa corrispondenza anche tra le persone che Lo Gatto va a interrogare per tutto il film e che in un modo o nell’altro, pur non centrando nulla, conoscono la Cerulli.