Abbiamo avuto il piacere di intervistare il grande attore Luigi Petrucci, che ci ha raccontato vari episodi della sua carriera di attore. Petrucci esordisce nel mondo dello spettacolo come attore teatrale sui palcoscenici di numerose città italiane. Con un’attiva carriera sfocia infine nel mondo della televisione e del cinema. Nel corso della sua carriera ha partecipato a diverse serie televisive e a più di un film per la TV, principalmente per quanto riguarda le produzioni Rai.

CIAO LUIGI COME STAI? COME’E’ANDATO IL LOCKDOWN?

Ciao, ora sto vivendo a Monteverde a Roma, sto bene, ho una scuola di interpretazione cinematografica, preparo dei ragazzi che vanno al centro sperimentale di cinematografia. Abbiamo ripreso a fine marzo con le lezioni in streaming e ora gli incontri individuali .




TUTTI SI RICORDANO IL TUO PERSONAGGIO IN COMPAGNI DI SCUOLA. COME TI SEI TROVATO SUL SET?

Ci trovavamo veramente bene, sempre nello stesso posto, era una convivenza continua. Lavoravamo tutti insieme e spesso la sera si organizzavano delle cene nei fine settimana. Era nata una vera cordialità tra di noi grazie a Carlo. Eravamo un mix di attori noti e meno noti, io venivo dal teatro, con alcune persone sono rimasto in contatto come Carlo.

CI PUOI RACCONTARE QUALCHE ANEDDOTO SUL SET?

Mi vengono in mente delle cose, ad esempio posso dire che Carlo Verdone ci curava molto. Gli attori sono sempre lamentosi, vogliono essere sempre al centro dell’attenzione. Ogni mattina diventava una sorta di corsia, lui chiedeva come stavamo, cercando di conoscere lo stato di salute di ognuno di noi consigliandoci qualche medicinale da prendere qualora accusassimo un malessere. Un’altra cosa che mi ricordo erano i famosi cestini del pranzo, che a volte non ci piacevano, infatti un giorno facemmo tipo lo sciopero della fame. Verso la fine ordinammo da Antonini, un noto bar del centro. Un’altra cosa che mi ricordo bene è che Carlo non mi dava mai lo stop alla mie scena perchè improvvisavo molto sul set visto che facevo il personaggio di Postiglione, il logorroico.

QUAL’ERA IL TUO RAPPORTO CON BERNABUCCI?

Io avevo un ottimo rapporto con lui, era uno di quelli che vedevo la sera. Mi dispiace che al funerale ero l’unico del gruppo a essere presente. Come attore c’era anche Maurizio Mattioli. Era una persona molto particolare, aveva dei modi molto rudi quando scherzava, ma in realtà aveva un animo molto nobile. Era molto gentile ed era colto, il suo personaggio era completamente diverso dal suo essere. Poi pero’quando si metteva fare il Finocchiaro dava il peggio di se…Lui non era un attore all’epoca, quando scherzava era proprio come lo vedevamo in Compagni di Scuola.

SE NON AVESSI FATTO IL PERSONAGGIO DI POSTIGLIONE, QUALE PERSONAGGIO TI SAREBBE PIACIUTO INTERPRETARE?

Sicuramente il personaggio di Massimo Ghini, l’onorevole Valenzani perchè mi piacciono i ruoli ambigui.

CI RICORDI LA TUA PARTECIPAZIONE A FUOCHI D’ARTIFICIO E IL BAMBINO E IL POLIZIOTTO?

Il bambino e il poliziotto fu il seguito di una stretta collaborazione con Carlo, lo feci volentieri, anche perchè avevamo fatto insieme anche due spot dell’Agip, dove lui era il regista. Per quanto riguarda il film di Pieraccioni ricordo il set bellissimo alle Maldive solo che c’era sempre maltempo. La sera stavamo sempre insieme e il vero mattatore era Ceccherini.




CI RACCONTI INVECE LA TUA PARTE IN FANTOZZI ALLA RISCOSSA E QUELLA FRASE FAMOSA…

Mi ricordo molto bene il film, fu una scelta quasi tutta improvvisata, Paolo Villaggio non seguiva il copione ed io ero molto a mio agio con lui.

QUAL’E’LA FICTION ALLA QUALE SEI PIU’LEGATO?

Sicuramente “la nuova squadra“dove interpretavo Luigi Fusco. Mi piace, come ho detto in precedenza, il ruolo ambiguo, misterioso e qui si parlava di polizia corrotta. Anche le registrazioni delle commedie per la Rai di Eduardo De Filippo insieme a Massimo Ranieri hanno un posto speciale nel mio cuore. Ero felice di girare

QUALI SONO I TUOI PROGETTI FUTURI?




Prima del Covid stavo lavorando  a due progetti a cui tengo molto. Il primo è un film molto particolare, la vera storia del film “La Dolce Vita” con il debutto alla regia di Giuseppe Pedersoli il figlio di Carlo Pedersoli (Bud Spencer ). Il film ho finito di girarlo dicembre. Interpreto il produttore cinematografico napoletano Peppino Amato che nel 1960 produsse il famoso film . Speriamo che questo film posso concorrere a Venezia. Questo fantastico progetto racconta la vera storia della nascita della “Dolce Vita”, ci sono anche tante testimonianze dell’epoca , un vero è proprio docufilm.  Altri progetti sono rimandati a settembre, si spera.