Era il 20 giugno 1975 quando usciva in America Lo squalo (Jaws), il primo grande vero successo di Steven Spielberg

Prototipo thriller del blockbuster estivo, la sua uscita è considerata come un momento di svolta nella storia del cinema e per l’avvento della New Hollywood. È entrato anche nell’immaginario collettivo per le sue ripercussioni ed effetti, creando una vera e propria psicosi e paura degli squali che ha portato anche tantissima gente a non frequentare più gli ambienti marini.

Il film racconta di un grande squalo bianco, mangiatore di uomini, che attacca dei bagnanti sull’isola di Amity, un immaginario luogo di villeggiatura estiva, spingendo il capo della polizia locale a cercare di ucciderlo con l’aiuto di un biologo marino e un cacciatore di squali professionista. Il film è interpretato da Roy Scheider nel ruolo del capo della polizia Martin Brody, Richard Dreyfuss in quello dell’oceanografo Matt Hooper, Robert Shaw nei panni del cacciatore di squali Quint, Murray Hamilton in quelli del sindaco dell’isola di Amity e Lorraine Gary nel ruolo della moglie di Brody, Ellen. La sceneggiatura è accreditata sia a Benchley, che scrisse le prime bozze, che all’attore-sceneggiatore Carl Gottlieb, che riscrisse la sceneggiatura durante la lavorazione.

Leggiamoci ora qualche curiosità sul cult che, ammettiamolo, almeno una volta qualche incubo ce l’ha fatto venire.

Il successo inaspettato

A fronte di un budget di 9 milioni di dollari, Lo Squalo ne ha incassati 471 in tutto il mondo. Un vero record per l’epoca, tanto che divenne il film di maggior incasso nella storia, rimanendolo fino all’uscita di Guerre stellari (1977). La produzione non ci credeva poi tanto. E Spielberg fu costretto ad autotassarsi per rigirare una scena che gli stava a cuore.

Il film risulta inoltre il primo blockbuster del cinema contemporaneo: accompagnato da spot martellanti e proiezioni in contemporanea in tutti gli Usa e, in seguito, nel resto del mondo, riuscì ad attirare media e spettatori a iosa. È anche il primo film campione d’incassi estivo: prima dello Squalo era impensabile che un film nuovo uscisse in concomitanza con la stagione delle vacanze. In Italia il film uscì in inverno (il 27 dicembre 1975).




Squali innocui?

Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Peter Benchley, ispirato a una storia vera (gli attacchi di squali del Jersey Shore del 1916). L’effetto che il film fece sulle persone, generando una psicosi collettiva verso gli squali, non gli piacque. E così Benchley decise di dedicare il resto della sua vita a proteggere gli squali, fino a definirsi “avvocato degli oceani”.

Nei primi anni 2000 scrisse un altro libro sugli squali (Squali in pericolo), questa volta, per difenderli. E in un’intervista 2002 a National Geographic, disse che il più grande equivoco che riguardo squali è «la teoria che gli squali prendano di mira gli esseri umani e che siano mangiatori di uomini. Nulla potrebbe essere più lontano dalla verità. Ogni volta che vediamo la gente in televisione circondata da squali, è sicuro al 99 per cento che gli squali sono stati attirati con un’esca. E si dà una falsa impressione, perché per natura gli squali preferiscono stare lontano dalla gente». Lo scrittore concludeva anche che «se avessi conosciuto allora la vera natura di squali, non avrei scritto il libro». Benchley è morto nel 2006.

Questione di statistica

Un blog americano si è divertito con le cifre. Secondo l’autrice dell’articolo, ci sono decisamente più possibilità di essere presi ad Harvard, vivere più di 100 anni, nascere con un dito in più ed essere colpiti dai frammenti di una meteora (il riferimento è a un incidente del 2013 nel sud della Russia) e fare scala reale al Poker che essere uccisi da uno squalo.

La musica

Uno degli elementi che contribuì al successo del film fu la colonna sonora di John Williams, vincitore anche di un Oscar. Si tratta di un motivetto composto dall’alternanza di due sole note, mi e fa, diventato il leit motiv di ogni pericolo imminente. 

“Il prossimo film lo faccio sulla terraferma!”

La realizzazione del film fu costellata da molti problemi, tali da metterne in dubbio il completamento. Come raccontano lo stesso regista e gli attori nei bonus del DVD, un ventilato sciopero degli attori costrinse ad anticipare l’inizio delle riprese. Grossi dubbi sorsero anche sulla sceneggiatura di Benchley, costringendo il regista insieme all’amico e attore Carl Gottlieb a un profondo e alquanto precipitoso rimaneggiamento. Altro problema fu il casting: Jeff Bridges e Lee Marvin non accettarono la parte, mentre Richard Dreyfuss decise di accettare solo all’ultimo momento. Anche la location per le scene degli attacchi dello squalo creò difficoltà. Spielberg rifiutò l’uso di una vasca poiché il risultato sarebbe apparso poco credibile. Decise così di girare in mare aperto a Martha’s Vineyard. Le onde del mare provocavano di continuo inquadrature mosse, con barche che comparivano inaspettatamente all’orizzonte. Affondò persino la “Orca”, la barca usata dai tre “pescatori” per catturare lo squalo, e finirono in mare anche tutti i giornalieri, miracolosamente recuperati. 

Squali da effetti speciali

Tre squali meccanici vennero costruiti per la produzione (chiamati sul set col nome di Bruce): un modello intero per le riprese subacquee e quelle in cui l’animale si muoveva a fior d’acqua e due apposta per girare a destra o sinistra, con un lato completamente cavo in modo da far alloggiare al suo interno i meccanismi idraulici. I continui malfunzionamenti degli squali meccanici ritardarono di diversi mesi la fine delle riprese, fecero lievitare il budget e misero a repentaglio la conclusione del film. Ci fu anche uno squalo che naufragò sul fondale a causa degli impianti idraulici corrosi dall’acqua salata, il che richiese l’intervento di alcuni sommozzatori per riportarlo in superficie

Non potendo più fare affidamento sugli squali meccanici, per procedere con le riprese si ricorse ad alcuni stratagemmi. Un esempio è l’utilizzo dei barili il cui riaffiorare dalle acque indicava l’avvicinarsi dello squalo. Questa e altre soluzioni forzate hanno, anziché nuocere al film, incrementato il livello di suspense delle scene, fornendo un tono “alla Hitchcock”. Proprio queste apparizioni ridotte, alla fine, decretarono il vero successo del film. 




Riprese

Il film fu girato nell’isola di Martha’s Vineyard in Massachusetts, che non figura nei luoghi maggiormente popolati di squali degli Usa. Ma molte scene in mare aperto sono ambientate in Australia, dove in dieci anni, tra il 2004 e il 2013 sono stati registrati 110 attacchi di squali all’uomo (di cui 15 fatali).

Martha’s Vineyard ci fu un incremento di turisti in estate (la cittadina, che in genere ospitava 5000 persone, si ritrovò ad accoglierne il triplo…) ma non si poté dire altrettanto per altre località turistiche di mare, che invece dovettero far fronte ad un calo di affluenze dovuto alla “psicosi” per gli squali.

Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Lo_squalo_(film)

https://movieplayer.it/articoli/lo-squalo-15-cose-che-forse-non-sapete-sul-film_14621/