Dio ride, scritto e diretto da Giovanni Veronesi (Moschettieri del reManuale d’amorePer amore, solo per amore) è il film di chiusura, fuori Concorso, dell’83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, diretta da Alberto Barbera (2 – 12 settembre 2026).

Dio ride, sarà proiettato in prima mondiale sabato 12 settembre, nella Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia, a seguire la cerimonia di premiazione.

Il regista Giovanni Veronesi dichiara: «Io non riesco a esprimere bene le mie emozioni, mi resta difficile dire che sono entusiasta o felice, stavolta però l’invito alla Mostra di Venezia mi ha sorpreso e lusingato. Sono felice, ecco l’ho detto».

Il Direttore artistico della Mostra Alberto Barbera dichiara: «Chiuderemo in crescendo grazie a Giovanni Veronesi e ai suoi magnifici interpreti, cui si deve la riuscita combinazione di ironia e leggerezza applicata a un tema tradizionalmente serio. Un registro che appartiene alla migliore tradizione di certo cinema italiano, troppo a lungo trascurato».

Ambientato nel cuore del Seicento e liberamente ispirato a fatti realmente accaduti, il film risuona fortemente con il nostro presente attraverso un racconto che mette al centro la libertà, la forza della verità e il rapporto tra l’uomo e il potere, nelle sue ombre e contraddizioni. Con la sua profonda umanità, frate Leopoldo cambierà la vita delle persone che incontra.

Dio Ride è un film di Giovanni Veronesi con Pierfrancesco FavinoSilvio OrlandoAlma NoceFrancesco GheghiMaurizio LombardiPaolo Rossi e Carlo Cecchi nel ruolo di Papa Innocenzo X.

Dio ride è una produzione Indiana Production – una società VUELTAPiperfilm e Ogi Film in collaborazione con Netflix ed è prodotto da Fabrizio DonvitoBenedetto HabibMarco Cohen e Daniel Campos Pavoncelli per Indiana Production, prodotto da Massimiliano OrfeiLuisa Borella e Davide Novelli per PiperFilm.

La sceneggiatura è firmata da Giovanni VeronesiNicola BaldoniGianluca Bernardini, Nicola Deorsola con la collaborazione di Paolo Portone Jean Jacques Ilunga.