E.T. – L’Extraterrestre compie oggi 36 anni. Dopo la presentazione in anteprima al Festival di Cannes del 26 maggio, il film di Spielberg debutto l’11 giugno 1982 nelle sale cinematografiche americane. In Italia, invece, arrivò il 7 dicembre dello stesso anno.

La storia dell’alieno dagli occhi dolci commosse il mondo intero, sorpassando, all’epoca, la galassia di Guerre Stellari e piazzandosi al sesto posto nella classifica delle pellicole con il maggior incasso di sempre. Agli Oscar del 1993 si portò a casa 4 premi su 9 nomination: Miglior sonoro, Miglior montaggio sonoro, Migliori effetti speciali  e Migliore colonna sonora a John Williams. 

Abbiamo raccolto da VanityFair alcune curiosità sulla pellicola, dalla sua gestazione ad alcuni aneddoti:




E.T. fu concepito come un film horror

Il titolo, in origine, era Night Skies. Spielberg affidò al truccatore Rick Baker (Star Wars) il compito di creare alieni malvagi che, secondo il copione embrionale, avrebbero dovuto terrorizzare una famiglia felice. 

L’idea del film 

Il regista iniziò a concepire l’idea per un film di fantascienza mentre lavorava a Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977).

Il film “Poltergeist” nacque da una costola di E.T.

Durante la fase di sviluppo, tuttavia, Spielberg cambiò idea e Night Skies venne suddiviso in due progetti ispirati dallo spunto narrativo iniziale: E.T. L’Extraterrestre e Poltergeist. 

Spielberg e l’alieno per amico

E.T. proviene dall’infanzia del quattordicenne Spielberg, il quale era solito parlare con un alieno immaginario per riempire il vuoto causato dal divorzio dei genitori.

E.T. “sciocco film della Disney”

Spielberg produsse Poltergeist per la Columbia Pictures, studio che, tuttavia, liquidò E.T. l’extra-terrestre come “uno sciocco film della Disney”. Il rifiuto portò il regista a rivolgersi alla Universal, con la quale il progetto andò in porto.

E.T. doveva essere brutto ma non spaventoso

Spielberg affidò a Melissa Mathison il compito di scrivere la sceneggiatura. Decise che l’alieno avrebbe dovuto essere brutto, ma non spaventoso, come “Una tartaruga senza guscio. L’amore e l’affetto che volevamo mostrare non si basava sull’essere carini.”

La costruzione di E.T.

Di E.T. ne vennero assemblati diversi modelli, con più teste da montare sul corpo. Costituiti da uno scheletro di alluminio e ferro, ricoperto da diversi strati di fibra di vetro, poliuretano e gomma. Questi modelli avevano 87 punti di movimento, di cui 10 facciali.

L’alieno dai grandi occhi distanti

I giovani attori del film trovavano difficile interagire con E.T. sul set, perché gli occhi erano troppo distanti tra loro. La soluzione? Spielberg disse al suo piccolo cast di scegliersi un occhio da guardare.




La voce

L’alieno più tenero della storia del cinema parlava con la voce di un’accanita fumatrice, l’anziana Pat Welsh, ingaggiata per 380 dollari.

Il cast

Per il ruolo del piccolo protagonista, Spielberg provinò oltre 300 teenager. L’undicenne Henry Thomas la spuntò sugli aspiranti fanta-mocciosi commovendosi, per davvero, durante l’improvvisazione della scena in cui in cui E.T. gli viene strappato via dal governo. Il ragazzino ha rivelato di aver pensato al suo cane, morto tre anni prima.

Drew Barrirmore, che all’epoca aveva solo sei anni, fu preferita a Juliette Lewis e Sarah Michelle Gellar. Spielberg conobbe Drew durante i provini per Poltergeist – Demoniache presenze, e le piacque, descrivendola come “un’adorabile bugiarda”. Non la prese nel film, ma le disse che l’avrebbe contattata per un altro progetto. La bambina si guadagnò il ruolo, raccontando al regista di essere alla guida di una band punk rock.

La bici in volo 

La scena del volo in bicicletta è una citazione di Miracolo a Milano (1951) di De Sica, amatissimo da Spielberg. Nella magica sequenza, però, c’è anche un pizzico de Le avventure di Peter Pan (1953).

Grazie all’enorme successo del film, ci fu un boom di vendite del modello delle BMX che travolse gli Stati Uniti e il resto del mondo.




Il cameo mancato di Han Solo

Forte della popolarità raggiunta in Guerre Stellari, Harrison Ford (allora marito della sceneggiatrice Melissa Mathison), sarebbe dovuto comparire nel ruolo del preside di Elliott ma regista decise di tagliare la scena per non distrarre il pubblico dalla storia.

La casa di Elliot stava per bruciare

Si trova a Tujunga, in California, e nel 2009 stava per essere distrutta da un incendio. La collina dietro l’edificio finì carbonizzata assieme a 62 abitazioni, ma la dimora di E.T. venne risparmiata dalle fiamme.