Per tutti, è lui il primo e inimitabile Hulk. Lou Ferrigno, il gigante americano (di origini italiane) è, infatti, l’attore che ha raggiunto il successo mondiale grazie alla serie televisiva “L’incredibile Hulk”, trasmessa alla fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80, dove indossava i (pochi) panni della potentissima creatura verde di casa Marvel. Oggi compie 68 anni e, grazie a quel ruolo, è entrato alla grande nel mondo del cinema, girando circa 27 lungometraggi (quasi tutti d’azione) e 22 tra serie e film tv.




Nel 1977, Robert Fiore e George Butler girarono il documentario “Uomo d’acciaio”, incentrato sulla preparazione dei più grandi culturisti di tutti i tempi alla finale di Mister Olympia 1975, tra cui anche Ferrigno e Arnold Schwarzenegger, quest’ultimo imbattibile nel culturismo. Ferrigno, però, riuscì a batterlo sul fronte cinematografico, ottenendo la parte di Hulk nella serie cult “L’incredibile Hulk”, trasmessa dal 1978 al 1982, rendendolo una star di prima grandezza in tutto il mondo. La sua carriera continua alla grande dividendosi tra cinema, girando “I sette magnifici gladiatori”(1983), di Claudio Fragasso e Bruno Mattei; “Hercules”(1983), di Luigi Cozzi e “Le avventure dell’incredibile Ercole”(1985), diretto da Luigi Cozzi,  e la televisione, dove gira i film tv “Trauma Center”(1983); “Mike Hammer”(1984); “Giudice di notte”(1985); “La rivincita dell’incredibile Hulk”(1988); “Processo all’incredibile Hulk”(1989) e “La morte dell’incredibile Hulk”(1990).




Grande amante della sua terra d’origine, Ferrigno visita più volte l’Italia nei primi anni ’80. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera afferma con rammarico che tanti suoi connazionali rinunciano a recarsi nel Bel Paese perché hanno paura ed aggiunge: «Amo l’Italia, i miei nonni erano di Amalfi. Mi piace molto l’unità della famiglia e il modo in cui gli italiani amano i bambini. Mi piacerebbe che anche in America fosse così».