Ci sono personaggi che si incollano addosso come una seconda pelle, capaci di superare il tempo, le mode e persino le barriere fisiche. Lo sa bene Fabio Ferrari, l’indimenticabile Chicco Lazzaretti de I ragazzi della 3ª C, la serie culto che ha segnato l’immaginario generazionale dell’Italia degli anni ’80.
Abbiamo avuto il piacere di fare 2 chiacchiere con l’attore dove ha aperto il cassetto dei ricordi, regalando ai fan aneddoti esilaranti dal set e rivelando, non senza un pizzico di amaro in bocca, un clamoroso retroscena su un potenziale ritorno della serie che purtroppo non ha mai visto la luce.
“Bella Chicco!”: l’identità da cui è impossibile scappare
Ferrari ha confessato che il rapporto con il suo alter ego non è sempre stato semplice. Come accade a molti attori legati a un ruolo iconico, c’è stato un periodo, circa dieci anni dopo la fine della serie, in cui ha cercato faticosamente di affrancarsi da Chicco.
“Stavo girando un’altra fiction, avevo la barba e i capelli lunghi. Arrivo a Roma convinto di essere un’altra persona: occhiali scuri, scendo dal treno… passa uno dal carrello dei bagagli, mi guarda da lontano e fa: ‘Bella Chicco! Vedi, è tutto inutile’“
Una popolarità talmente radicata che ha superato persino i dispositivi di sicurezza della recente pandemia: l’attore è stato infatti riconosciuto da una signora al supermercato nonostante la mascherina sul volto. “Ormai Chicco è il mio alter ego, negli anni mi sono affezionato e oggi mi fa solo piacere”, ha ammesso col sorriso.
Occhiali rotti e l’ironia del “Dogui”
L’intervista è stata l’occasione perfetta per rievocare la straordinaria atmosfera che si respirava sul set, a partire dai divertenti incidenti di percorso. Ferrari ha ricordato la celebre scena in cui Chicco, contro ogni logica e aspettativa, scopre di essere stato promosso. Uscendo dall’aula disperato per l’accaduto, corre ad abbracciare l’amico Puccio (interpretato da Antonello Fassari). Un abbraccio così caloroso da far andare in frantumi i costosi occhiali da sole personali che Fassari teneva appesi alla maglietta, scatenando le risate di tutta la troupe.
Un ricordo speciale è stato riservato anche all’iconico Guido Nicheli, il mitico “Dogui”, che nella serie interpretava il bizzarro e facoltoso italo-milanese Camillo Zampetti. “Il Dogui era esattamente come lo vedevi in TV”, racconta Ferrari , * “Arrivava da un altro mondo, non aveva mai pensato di fare l’attore nella vita e infatti detestava i copioni troppo lunghi”*. memorabile la sua risposta ai registi quando gli veniva proposto un piano sequenza con troppe battute da memorizzare:
“Uè, ma io non sono mica Gassman!”
Il grande rimpianto: la nuova serie sfumata a un passo dal set
La rivelazione più sorprendente riguarda però il futuro – o meglio, il mancato futuro – de I ragazzi della 3ª C. Ferrari ha svelato che fino a pochissimo tempo fa esisteva un progetto concreto, già in fase avanzata, per riportare la serie sullo schermo.
Non si sarebbe trattato, ovviamente, di una reunion di studenti fuori tempo massimo, ma di un concept completamente rinnovato: Chicco avrebbe dovuto vestire i panni di un professore.
Il progetto era tutt’altro che una vaga idea: Enrico Vanzina, storico autore della serie, aveva già scritto la sceneggiatura di alcuni episodi. Purtroppo, per motivi ancora poco chiari, la produzione si è arenata proprio sul più bello. “Non è andato in porto e mi è dispiaciuto molto, sarei stato felicissimo di farlo”, ha confessato l’attore.
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