Sono quasi passati 40 anni dall’uscita di Fuga per la Vittoria: Nel cast troviamo sia attori professionisti che giocatori campioni del mondo tra cui il celeberrimo Pelé. Molte sono le curiosità legate al film e riguardano uno dei suoi protagonisti, Sylvester Stallone.

Il film è liberamente ispirato alla famosa partita della morte tenutasi a Kiev il 9 agosto 1942 tra una mista di calciatori di Dynamo e Lokomotiv e una squadra composta da ufficiali dell’aviazione tedesca Luftwaffe, tuttavia non si sa ancora con certezza come sono andate realmente le cose, c’è chi dice che i reali giocatori siano stati torturati e uccisi, chi invece la reputa una partita normale che poi ha avuto dei risvolti politici.

Fuga per la vittoria - Wikipedia

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TRAMA

Durante la seconda guerra mondiale, nel 1942, un ufficiale tedesco in visita ad un campo di concentramento per prigionieri alleati, il maggiore Karl Von Steiner (Max von Sydow), in passato calciatore che fece parte anche della Nazionale, riconosce tra gli ufficiali britannici prigionieri un suo ex collega, il capitano John Colby (Michael Caine) (“John Colby: West Ham United e nazionale inglese”, dice Von Steiner a Colby non appena è sicuro di averlo riconosciuto). Von Steiner si dichiara dispiaciuto che le circostanze – che li vedono su due fronti belligeranti opposti – non permettano loro di discorrere dei loro passati sportivi come desidererebbero, però ha l’idea di organizzare un incontro di calcio tra una selezione di calciatori Alleati e la squadra sportiva di una vicina base tedesca.

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LA PREPARAZIONE DI STALLONE COME PORTIERE

Lo stadio utilizzato fu il  MTK Budapest (Ungheria), uno dei pochi stadi che non avevano ancora un impianto dotato di riflettori, quindi molto simile a uno della seconda guerra mondiale. Ovviamente gli attori dovevamo avere un minimo di preparazione calcistica per affrontare la partita. Sylvester Stallone all’inizio scelse di essere allenato da una leggenda inglese, il portiere Gordon Banks, per la scene in cui interpretava il numero 1 della squadra. Dopo solo due di giorni di allenamento però, l’attore smise di seguire i suoi consigli sulle parate e sui tuffi da portiere, scelta poi rimpianta a fine riprese quando finì per ferirsi alle gambe, rimediare la slogatura di una spalla, due costole fratturate e la rottura di un dito nel tentativo di respingere una conclusione di Pelé. 

IL FINALE COME VOLEVA STALLONE

Uno dei momenti più belli della pellicola è la fine quando Stallone para il rigore decisivo. L’attore però quando lesse la sceneggiatura si impuntò sul voler segnare il gol finale dopo aver dribblato tutti, ma la cosa al regista e agli altri attori sembrò inverosimile, e per questo fu scelto di fargli parare il rigore finale per placere il suo ego da protagonista. 

Fuga per la vittoria: la grande partita di Stallone e Pelé - La Stampa