Quando vediamo Fuga per la Vittoria, film con Stallone, Michael Caine, Pelè e tanti altri giocatori, la prima cosa che ci viene in mente è la mitica rovesciata del calciatore brasiliano che aveva appena smesso di giocare da professionista. Le scene sono state girate in tre mesi, da agosto a novembre 1980, a Parigi e a Budapest. Sylvester Stallone fu allenato dal portiere Gordon Banks per la preparazione a questo film. Dopo solo due di giorni di allenamento con Banks, Stallone rifiuta di seguire i suoi consigli, rimpiangendo la scelta alla fine delle riprese: a causa dei tuffi compiuti per le riprese, oltre a varie ferite alle gambe, rimedia la slogatura di una spalla, due costole fratturate e la rottura di un dito nel tentativo di respingere una conclusione di Pelé.

Fuga per la vittoria: analisi del film con Pelé e Stallone - laCOOLtura

(Clicca qui leggere il finale diverso come lo voleva Stallone)

LA MITICA ROVESCIATA AL PRIMO CIAK

La particolarità di questo film è che, accanto ad attori di primo piano come Sylvester Stallone, Michael Caine e Max von Sydow come protagonisti, sono stati chiamati a far parte del cast numerosi calciatori professionisti di fama internazionale: Pelé, fuoriclasse brasiliano tre volte campione del mondo (1958, 1962 e 1970); Bobby Moore, capitano della nazionale inglese campione del mondo nel 1966; il belga Van Himst, il polacco Deyna, l’argentino Ardiles campione del mondo nel 1978, tutti leader delle rispettive nazionali, e altri ancora. Sylvester Stallone interpreta un soldato canadese catturato durante il raid su Dieppe più avvezzo al football canadese che al calcio, portiere dallo stile molto grezzo, che a più riprese chiede a Colby quale sia il giusto piazzamento sul corner, ma che all’ultimo minuto parerà il decisivo rigore che avrebbe permesso ai tedeschi di vincere la partita.

Sta per arrivare il remake del film "Fuga per la vittoria" | superEva

Nella scena famosa c’è un cross di Ardiles che Pelè colpisce in rovesciata facendo un gol pazzesco. Molti non sanno che quel grande gesto atletico fu compiuto al primo tentativo. Il regista Huston era un tipo maniacale, capace di fare ripetere una scena molte volte, prima di dare l’ok per quella giusta. Ma quando partì un cross diretto verso O Rei e questi si sollevò in aria per quel gesto acrobatico che solo lui poteva farecon grazia simildivina, il risultato che ne scaturì fu di una tale perfezione che Huston stesso balzò in piedi dalla sedia del regista per dare il via agli applausi di tutta la troupe. In fase di montaggio, poi, si fece si che il cross scaturisse dal piede di Bobby Moore, altra stella calcistica del cast, che annoverava pure leggende come Kazimierz Deyna e Paul Van Himst, nonché ottimi calciatori come Mike Summerbee e Hallvar Thoresen