I vertici del calcio italiano e anche molti dei campioni, che lo hanno accompagnato nella sua avventura di ct della nazionale maggiore, hanno dato l’ultimo saluto nel Duomo di Brescia ad Azeglio Vicini, morto martedì a 84 anni. A celebrare le esequie monsignor Claudio Paganini, padre spirituale del Brescia Calcio. Tra i presenti Beppe Bergomi, Paolo Maldini, Franco Baresi, Stefano Tacconi e l’ex presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete, che ha sottolineato le qualità morali di Vicini: «Una persona che ha segnato uno stile e una fedeltà alle istituzioni».













“UNO DEGLI ULTIMI VERI MAESTRI” – L’essere stato un uomo, un giocatore, un allenatore, un dirigente all’interno del mondo sportivo trova la sintesi perfetta nell’essere stato maestro di vita” ha detto nel corso della sua omelia di monsignor Claudio Paganini, delegato vescovile degli sportivi di Brescia, nel corso dei funerali dell’ex ct della Nazionale Azeglio Vicini, scomparso l’altro ieri. Monsignor Paganini, nel Duomo di Brescia gremito, ha definito Vicini “uno degli ultimi, forse dei pochi fra tanti, maestri veri”. 




“Venne a Brescia da giocatore e da qui iniziò la sua carriera di allenatore e dirigente – ha proseguito il sacerdote -. L’allenatore, non è un moderno mago Merlino che possiede pozioni magiche per la vittoria. È piuttosto un educatore che accompagna come padre quei giovani a lui affidati per coltivarne ed ampliarne la ricchezza umana e sportiva. Prima viene l’uomo,educato nella mente e nel corpo, poi viene il giocatore frutto maturo di un percorso di vita. I consigli su come stare nel campo da gioco sono la conseguenza di come essere uomini veri, sportivi perché testimoni di un modello di vita e di presenza sociale”.