Il film

Oggi parliamo di “Interstellar”, capolavoro fantascientifico del regista Christopher Nolan. Nolan si è avvalso della consulenza di Kip Thorne, uno dei maggiori esperti al mondo in materia di buchi neri, onde gravitazionali e tunnel spazio-temporali. Un cast d’eccellenza che conta i premi Oscar Matthew McConaughey, Anne Hathaway e Michael Caine.

La trama

Il film è ambientato in un catastrofico XXI secolo, dove l’umanità, affamata e flagellata da incessanti tempeste di sabbia, si regge sul negazionismo. Durante una tempesta, Joseph Cooper (Matthew McConaughey), ex ingegnere della Nasa, e la figlia Murph (Mackenzie Foy) si imbattono in un curioso fenomeno fisico. Sul pavimento della camera di sua figlia, infatti, Cooper codifica strane strisce di sabbia che si rivelano coordinate basate su un sistema binario.
Seguendole, padre e figlia si ritrovano in un centro segreto della Nasa diretto da Tom Brand e Amelia Brand (Anne Hathaway). Qui, Cooper scopre l’esistenza di un cunicolo spazio temporale vicino a Saturno, che gravita attorno al buco nero Gargantua. L’equipaggio inviato precedentemente non aveva portato a termine la missione e l’unico superstite della spedizione potrebbe essere Mann (Matt Damon). Tocca a Cooper tentare un viaggio estremo, per risolvere la Teoria del tutto e salvare l’umanità. Mentre Murph crede che suo padre la stia abbandonando, Cooper, Amelia e l’equipaggio partono per studiare l’entità del buco nero.
Nello spazio il tempo scorre più lentamente, mentre sulla Terra, Murph (Jessica Chastain) diventata adulta, scopre che Tom, pur decifrando l’equazione, aveva dichiarato l’impossibilità di impiegarla per i suoi progetti. A corto di carburante, gli astronauti raggiungono il pianeta da cui Mann, partito anni prima, trasmette ancora informazioni alla base. Mentre Murph riesce a rivelare la verità a suo padre, Mann si scopre ormai preda della follia e cerca di impadronirsi della navicella. Cooper riesce a salvare Amelia, ma finisce in una pentadimensione creata da entità superiori, in cui l’uomo può manipolare il tempo e lo spazio.

Il finale alternativo

Come ha riportato The Nerdist qualche tempo, Jonathan Nolan (fratello di Christopher e talentuosissimo sceneggiatore la cui penna ha contribuito alla stesura di Interstellar) ha rivelato che il finale originale di Interstellar avrebbe dovuto essere piuttosto differente da quello che poi abbiamo visto in sala. Cooper non scivolava tra le spire spazio-temporali di Gargantua (il gigantesco buco nero all’altro capo del wormhole), non raggiungeva il visivamente meraviglioso tesseratto multidimensionale (farina del sacco di Christopher) creato sulla base della libreria di Murph grazie al quale Cooper riusciva in epoche diverse a comunicare con la figlia e Cooper non ripercorreva il wormhole a ritroso, non tornava nel nostro Sistema Solare per un ultimo saluto alla figlia e pronto a raggiungere la dottoressa Brand(Anne Hathaway).

Stando alle rivelazioni “dell’altro Nolan”, il wormhole sarebbe dovuto collassare mentre Cooper cercava di spedire alla Terra i dati necessari per vincere il mortale abbraccio relativistico-gravitazionale permettendo finalmente all’uomo di abbandonare la palude morente terrestre in favore dello spazio. Un finale decisamente più oscuro questo, un finale che avrebbe rimosso dall’equazione narrativa del film alcuni elementi. Seppure con questo finale alternativo la conquista dello spazio poteva non essere in pericolo (i dati, nonostante il collasso del wormhole, sarebbero benissimo potuti arrivare alla Terra come estremo gesto di Cooper), cosa di certo sarebbe cambiato?

Cooper sarebbe morto senza poter tornare. L’amore dell’uomo per la figlia, per il suo pianeta, per l’intera razza umana e anche per la dottoressa Brand sarebbe rimasto non corrisposto e non pienamente espresso. Ma questo avrebbe contrastato le stesse parole della Brand quando definisce l’amore l’unica altra forza capace di attraversare tempo e spazio. Un dettaglio che avrebbe cambiato l’intero messaggio del film.