Il film

Diciamo le cose come stanno: il grande Bud Spencer ha riempito di pugni tutti quanti. Tutti al tappeto. Solo uno è riuscito davvero a tenergli testa: Joe Bugner. Questo ragazzone gigante ha recitato con l’attore napoletano in diverse circostanze ed era il classico antagonista burbero e facinoroso. Chiariamo subito che non ha mai steso Bud,  però spesso i registi hanno scelto lui per farlo barcollare, anche se solo per un istante. In “Lo chiamavano Bulldozer” Bugner interpretava Orso, e i due diventano addirittura amici proprio perché, come candidamente ammetteva Joe: «Quando uno mi picchia io mi ci affeziono». E noi è proprio su “Lo chiamavano Bulldozer” che ce lo ricordiamo meglio, anche se l’attore compare in altri film come “Uno sceriffo extraterrestre… poco extra e molto terrestre” o “Io sto con gli ippopotami”.

Prima di recitare

Ma Joe Bugner “nasconde” una curiosità che non tutti sanno. Partiamo dal fatto che è facilmente intuibile la sua storia dalla sua stazza e postura: infatti l’attore, più che attore, è stato un pugile a partire dal 1967. Ha combattuto nei pesi massimi e agli inizi degli anni settanta visse il suo momento di massima fama. Combatterà fin quasi a 50 anni suonati, esprimendo sempre uno stile solido e una base tecnica su cui pochi avrebbero scommesso: Bugner era corretto, professionale ma anche estremamente esigente, soprattutto con se stesso. Joe, che pesa esattamente 99 Kg ed è un armadio di 195 cm , visse il primo periodo di grazia all’inizio degli anni Settanta, quando arrivò il primo titolo ufficiale: la corona Ebu dopo uno splendido match con Juergen Blin, messo al tappeto alla settima ripresa. Di prestigio, qualche mese prima, anche il netto successo su Chuck Wepner: forse fu proprio questo il primo vero trampolino di lancio.
Ora arriviamo alla ciccia, a quello che veramente pochi sanno.

Il grande Match

Prima della sua carriera cinematografia, nel pieno della sua carriera sportiva, Bugner affrontò Muhammad Ali. C’è un aneddoto raccontato dallo stesso Bugner che evidenzia l’ingenuità con cui il ragazzone biondo si apprestava a sfidare il più astuto e navigato pugile a Las Vegas, due anni dopo il trionfo con Cooper: “Prima del nostro match Ali mi chiese di fargli l’occhiolino non appena un giornalista si fosse trovato nei pressi e probabilmente avrei dovuto sospettare qualcosa. Gli feci l’occhiolino e improvvisamente lui saltò dalla sedia e indicandomi urlò: – Mi ha dato del negro! – Io ero sconvolto, ero soltanto un ragazzino all’epoca e non sapevo cosa dire. Poco dopo Ali mi venne vicino e mi disse – Ehi Joe Bugner, sono stato bravo? – Io gli dissi che mi aveva fatto fare la figura del razzista e lui rispose: – L’idea è proprio quella Joe, stiamo vendendo biglietti! – “ Forse fu anche merito dell’incoscienza giovanile se quella notte Bugner si comportò meglio del previsto, soprattutto nella prima parte del match, quando le sue lunghe braccia guizzavano veloci. Ali come di consueto danzava come una farfalla e andava all’attacco appena ne intravedeva la possibilità, Bugner non si scomponeva quasi mai, soffriva come un Cristo che porta la sua croce e reagiva con veemenza. I due combatterono in un ring all’aperto, davanti ad un pubblico estasiato e numerosissimo: un pugilato d’altri tempi. Perse ugualmente (ai punti), poiché Ali poco a poco si adattò al suo stile, ma non sfigurò, tanto da guadagnarsi a stretto giro una sfida casalinga con Joe Frazier.

Anche con Joe Frazier

Dopo i match contro The Greatest venne anche il combattimento appunto con Joe Frazier, altro mostro sacro che aveva fra l’altro battuto lo stesso Cassius Clay: Bugner perse nuovamente ai punti dopo 12 combattutissime riprese. Frazier chiuse l’avversario all’angolo e lo tramortì con un micidiale gancio sinistro; incredibilmente però, nonostante Bugner fosse stordito e privo di difesa, lo lasciò inginocchiare senza dargli il colpo di grazia. Dopo il match disse: “Quando era alle corde e le sue gambe erano andate avrei potuto ucciderlo, ma a mia mamma non sarebbe piaciuto, quindi ho fatto un passo indietro”. Un gesto di immensa sportività che Smokin’ avrebbe potuto pagare caro: poco dopo il conteggio infatti un destro di Bugner lo colse alla sprovvista facendogli piegare le gambe per un attimo! I due erano tuttavia ormai sfiniti e l’incontro si concluse col giusto trionfo di Frazier.

Il percorso sportivo di Joe Bugner, comunque, fu costellato soprattutto di vittorie e dalla ricerca costante del miglioramento tecnico e tattico. Ricordiamo un suo storico successo in Italia: a Bologna, per il titolo europeo, non lasciò scampo all’idolo di casa Dante Cané, soprannominato Il Gigante Buono. Il nostro peso massimo (dieci volte campione italiano) fu schiacciato come una nocciolina e finì KO alla quinta ripresa. Il tabellino della sua carriera riporta 69 vittorie (41 per K.O.), 13 sconfitte e un pari.

Oggi

Dopo essere tornato sul ring in età avanzata per problemi economici, Bugner ora vive nel Queensland in Australia e ha tre figli, James, Joe Jr. e Amy, dalla sua ex moglie Melody. Ha avuto recentemente un’infarto ma ora sta bene, all’eta di 70 anni.