Sul grande schermo siamo abituati a vederlo combattivo e disposto a tutto pur di salvare i propri affetti, ma purtroppo c’è un terribile fatto che ha compromesso la vita di Liam Neeson anni fa: la tragica morte di sua moglie, Natasha Richardson. Natasha non era semplicemente la ‘moglie di Liam Neeson’, ma anch’ella un’affermata attrice, nonché figlia di Vanessa Redgrave e del regista Tony Richardson (sorella maggiore dell’attrice Joely e sorellastra dello sceneggiatore e regista Carlo Gabriel Nero, figlio del secondo marito della madre, l’attore italiano Franco Nero). 

Prima di morire alla giovane età di 45 anni, la Richardson aveva preso parte a diverse pellicole, tra cui forse quella per la quale viene più ricordata,  il film per famiglie del 1998 Genitori in trappola (dove interpreta la mamma di Lindsay Lohan) e le commedie Amici di… letti e Un amore a 5 stelle. Il 3 luglio 1994 si sposò con Liam Neeson, dal quale ebbe due figli, Micheál (nato nel 1995) e Daniel (nato nel 1996).

L’incidente

Era il 16 marzo 2009 quando Natasha Richardson, in vacanza a Mont-Tremblant in Canada, cadde su una pista di sci mentre praticava una discesa accompagnata da un istruttore. Non indossava il casco e inizialmente scherzava anche sulla sua caduta, dato che non mostrava alcuna ferita alla testa. Accompagnata in albergo dal personale di soccorso, Natasha cominciò poco dopo ad avvertire fortissime emicranie e venne portata dapprima in un ospedale locale e dopo, visto l’aggravarsi delle sue condizioni, nel più attrezzato ospedale Sacre-Coeur di Montreal. A Montreal era giunto anche il marito Liam Neeson che stava girando un film in Canada. 

Purtroppo non ci fu nulla da fare. Morì due giorni dopo, il 18 marzo 2009, a soli 45 anni, al Lennox Hill Hospital di New York dove Liam aveva deciso di trasferirla. La causa fu il trauma irreversibile con emorragia cerebrale innescata dalla caduta. Dichiarata la morte cerebrale, i medici spensero l’apparecchiatura che la teneva in vita con il consenso del marito e della famiglia e i suoi organi furono donati.

Liam Neeson fece staccare la spina

Ripensando a quel fatidico giorno, Neeson ha raccontato anni dopo: “Avevo parlato con lei, mi disse: ‘Oh, tesoro. Ho fatto un capitombolo nella neve” Così l’aveva descritto”. Quello che non sapeva in quel momento era che stava effettivamente vivendo quello che i medici chiamano l’intervallo lucido, un periodo in cui qualcuno con una lesione cerebrale fatale sembra essere normale anche se il sangue si accumula nel cervello.

Neeson ha poi raccontato quanto successo in ospedale:

“Il dottore mi ha mostrato la sua radiografia. Non c’era bisogno di essere uno scienziato per capire cosa stava succedendo. Il cervello era schiacciato contro il lato del cranio, mentre il sangue si disperdeva. Mi avevano detto che era cerebralmente morta. Era attaccata ad un supporto vitale. Sono andato da lei e le ho detto che l’amavo. Le dissi: ‘Tesoro, non ti riprenderai da questo. Hai battuto la testa. Non so se puoi sentirmi, ma questo è… questo è quello che è successo. E ti riporteremo a New York. Tutta la tua famiglia e i tuoi amici verranno”

L’attore ha inoltre rivelato che la coppia aveva precedentemente parlato di cosa fare nel caso uno di loro fosse entrato in stato vegetativo, ovvero staccare la spina.

“Quando l’ho vista con tutti quei tubi, è stato il mio pensiero immediato. Mi sono detto “Ok, questi tubi devono essere tolti. Se n’è andata”. Ma ha donato tre dei suoi organi, il suo cuore, i suoi reni e il suo fegato”, quindi sta tenendo in vita tre persone al momento”.