Amedeo Minghi è stato intervistato da Repubblica dove ha raccontato alcuni aneddoti sulla sua carriera. Uno di questi è la realizzazione di una delle sue canzoni più famose, 1950:

“La canzone ebbe una gestazione lunga e complicata al contrario del resto dell’album, che nacque di getto, in una settimana. Insieme al compianto coautore Gaio Chiocchio, un vero poeta con cui ho scritto tanto, per mesi discutemmo di storia, di politica, dei problemi dell’Italia. Poi, in una una notte insonne, a Ronciglione, nel viterbese, buttammo giù con foga parole e musica, riempiendo fogli e fogli.”

Chi è Serenella, la donna a cui parla la canzone?

Non è solo la splendida ragazza che, con le sue bellissime gambe, passeggia per le strade di una Roma postbellica, ma è l’Italia. È il nostro paese che, dopo peripezie terribili e complesse, arriva ad avere coscienza di sé e a poter progettare un futuro. E il bambino che l’uomo chiede a Serenella non è un neonato in carne ed ossa, ma un futuro finalmente possibile una volta usciti da anni di guerre, malattie, di miserie, di disastri politici. 1950 È una canzone fortemente segnata dal neorealismo cinematografico italiano. Immaginata come se fosse un film di Rossellini.

fonte REPUBBLICA